Le intuizioni tattiche di Luciano Spalletti emergono con una chiarezza sorprendente, un’abilità che trascende la semplice competenza e si eleva a vera e propria genialità.
L’osservazione del portiere bianconero, Mattia Perin, coglie un aspetto cruciale: quel microscopico, quasi impercettibile, 1% di miglioramento che, sommandosi ad altre piccole ottimizzazioni, determina la differenza tra il successo e la sconfitta.
Spalletti si configura, a detta di Perin, tra i mentori più significativi della sua carriera, una testimonianza eloquente della sua profonda influenza.
La Juventus si appresta ora ad affrontare un impegno di notevole importanza: la trasferta contro il Napoli.
Il morale, alimentato da tre vittorie consecutive, è decisamente alto.
“Ci sentiamo bene,” confida Perin, durante un evento a Fossano, “e l’allenatore sta lavorando con dedizione per preparare la squadra al meglio, consapevole che la resa in campo dipenderà poi dall’impegno e dalla bravura di ogni singolo giocatore.
” L’equilibrio, in questo contesto, risiede nella precisa gestione delle aspettative e nella capacità di trasformare la preparazione meticolosa in performance concreta.
L’analisi del ruolo assunto all’interno dello spogliatoio, descritto come “influencer” dallo stesso Spalletti, rivela un approccio maturo e consapevole.
“Mi ha divertito la definizione,” ammette Perin, “perché Spalletti ha la capacità di esprimersi in maniera originale e inaspettata.
” La sua esperienza, maturata nel corso degli anni, viene offerta spontaneamente come guida e supporto ai calciatori più giovani, contribuendo a creare un ambiente coeso e stimolante.
Si tratta di un ruolo non imposto, ma assunto con entusiasmo e senso di responsabilità, incarnando i valori di leadership e mentorship.
Le recenti indisponibilità di Vlahovic e Gatti hanno inevitabilmente ampliato la lista degli infortunati, rappresentando una sfida per la rosa bianconera.
“Sono assenze significative, quella di Dusan è particolarmente lunga,” riconosce Perin, “ma siamo la Juventus.
David e Openda sono qui perché se lo meritano, perché possiedono le qualità per contribuire al progetto.
” L’atteggiamento è improntato alla resilienza e alla fiducia nelle alternative disponibili, elementi imprescindibili per affrontare le difficoltà.
Anche Perin stesso ha accusato un piccolo affaticamento, ma l’obiettivo è recuperare in vista della partita di Napoli, evitando che un problema minore si trasformi in un ostacolo più consistente.
La gestione delle energie e la prevenzione degli infortuni diventano, quindi, priorità assolute, in un calendario sempre più fitto di impegni.
La partita contro il Napoli non è solo un confronto sportivo, ma un banco di prova per la capacità della Juventus di mantenere la propria competitività, reagendo alle avversità e valorizzando al meglio le risorse umane a disposizione.






