Tragedia a Sollicciano: detenuto si suicida scatenando protesta e incendi

Date:

05 luglio 2024 – 10:46

La situazione nel carcere di Sollicciano è stata definita come una “polveriera” a causa delle condizioni di vita dei detenuti, che sono state aggravate dagli annosi problemi strutturali, tra cui la presenza di cimici nelle celle e, più recentemente, la mancanza d’acqua che ha portato ad un esposto presentato da una cinquantina di reclusi. La morte per suicidio di un giovane detenuto tunisino ventenne sembra essere stata il detonatore di una protesta che si è protratta durante la serata all’interno del carcere. Circa quaranta detenuti inizialmente coinvolti nella protesta hanno appiccato il fuoco, con il numero che si è poi raddoppiato secondo quanto comunicato dalla prefettura. Le fiamme sono state successivamente domate dai vigili del fuoco che sono riusciti ad entrare in sicurezza nell’area interessata.Nel frattempo, un detenuto salito sul tetto durante la protesta non è stato più avvistato, scatenando le ricerche all’interno del penitenziario. A seguito della protesta, la prefettura ha attivato il piano di sicurezza esterna al carcere mentre la direzione ha istituito un’unità di crisi. Sono stati dispiegati polizia e carabinieri all’esterno del carcere e sono stati allertati i soccorsi sanitari e i vigili del fuoco. Fortunatamente non sono stati segnalati feriti neeacute; tra i detenuti neeacute; tra il personale penitenziario.Il giovane detenuto che si è tolto la vita era prossimo alla fine della sua pena per rapina nel novembre 2025. Questo tragico evento si aggiunge a una serie di morti sospette all’interno degli istituti penitenziari italiani. Il sindacato di polizia penitenziaria Spp ha evidenziato come questo sia il risultato diretto dell’inefficacia delle politiche carcerarie attuate dal governo.Il garante dei detenuti di Firenze Ertos Cruccolini ha dichiarato che il giovane aveva avuto difficoltà relazionali legate all’età ma nessun segnale premonitore della sua decisione estrema era stato individuato in precedenza. Era seguito dall’associazione Pantagruel e stava affrontando problemi legati alla dipendenza con l’obiettivo futuro di reintegrarsi nella società attraverso un percorso in comunità.La sindaca Sara Funaro ha espresso profondo dolore per questa tragedia aggiungendola alla lista delle morti evitabili negli istituti penitenziari italiani. È urgente intervenire sulle criticità strutturali e organizzative dei penitenziari italiani per garantire condizioni dignitose ai detenuti e prevenire ulteriori tragedie come quella avvenuta a Sollicciano.

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