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Trentino: modello virtuoso per la spesa farmaceutica

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Trentino, modello nazionale per la gestione dei rifiuti urbani.

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Riforma Autonomia Trentino-Alto Adige: una pietra miliare storica

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Riforma Province Autonome: un nuovo capitolo per l’autonomia differenziata.

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Riforma Statutaria Trentino-Alto Adige: Approvato al Senato

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Nuova tassa canina in Alto Adige: tra DNA, soggiorno e sanzioni.

Una revisione radicale della politica canina in Alto Adige è in procinto di ridisegnare il panorama delle responsabilità e dei costi legati alla proprietà di animali domestici.

Un disegno di legge, promosso dall’assessore Luis Walcher, che mira a bilanciare i diritti dei proprietari con l’esigenza di mantenere pulite e fruibili le aree pubbliche, si prepara a entrare in vigore nel 2026.
L’abbandono del controverso sistema di tracciamento del DNA, un tentativo pionieristico per identificare i proprietari negligenti nella rimozione dei rifiuti animali, segna una svolta significativa.
L’iniziativa, pur avendo generato ampia risonanza mediatica a livello nazionale e internazionale, si è rivelata impraticabile a causa di complesse problematiche operative e di interpretazioni giuridiche.

In risposta a questa difficoltà, la Provincia autonoma intende reintrodurre la tassa canina a livello provinciale, una misura soppressa a livello nazionale oltre un decennio fa.
L’ammontare previsto è di 100 euro annui per cane, con una deroga di due anni per i cani già sottoposti a profilazione genetica, in un tentativo di incentivare l’adesione al nuovo sistema.
Ma la vera innovazione risiede nell’introduzione di una tassa di soggiorno per i cani, fissata a 1,50 euro per notte per animale.
Questa misura, apparentemente inusuale, riflette una crescente consapevolezza del contributo che gli animali domestici, in particolare i cani da compagnia, danno alla fruizione del territorio, e con esso, ai costi di gestione delle infrastrutture urbane.

L’incasso sarà interamente destinato a incrementare le risorse per la pulizia delle strade e per la creazione e il mantenimento di aree dedicate agli animali, rispondendo così a una crescente domanda da parte della comunità.
Parallelamente, rimane in vigore il rigore nell’applicazione delle sanzioni per chi non adempie all’obbligo di raccolta delle deiezioni canine, con multe che variano tra i 200 e i 600 euro.

L’assessore Walcher sottolinea che l’imposizione fiscale è un principio di equità, in quanto attribuisce la responsabilità economica della gestione dei rifiuti animali direttamente ai proprietari, evitando di gravare sulla collettività attraverso la Tasi.
Si tratta di un approccio che mira a responsabilizzare e a promuovere un comportamento civico, riconoscendo al contempo il ruolo sempre più rilevante che gli animali domestici giocano nella vita sociale e nel turismo regionale.
La nuova normativa si configura quindi non solo come una misura fiscale, ma come un segnale di cambiamento culturale e di un rinnovato impegno verso la sostenibilità ambientale e la qualità della vita urbana.

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