Alpinista precipita in Val Saisera: salvato grazie a complessa operazione

Un drammatico episodio ha scosso la Val Saisera, nel cuore delle Prealpi Giulie, coinvolgendo un alpinista sloveno di 31 anni.

L’incidente, verificatosi lungo la Biel Furlane, una suggestiva cascata di ghiaccio che si erge sotto le imponenti pareti del massiccio del Nabois, ha richiesto un complesso intervento di soccorso che ha mobilitato diverse componenti specializzate.

L’uomo, impegnato in una via di arrampicata su ghiaccio, è precipitato per una decina di metri, evento che ha innescato una sequenza di eventi che hanno messo a dura prova la prontezza e l’efficienza dei soccorritori.

La dinamica, ancora in fase di ricostruzione dettagliata, suggerisce una possibile rottura dell’ancoraggio o una perdita di aderenza durante la salita, in una zona notoriamente esposta e tecnicamente impegnativa.
Dopo la caduta, l’alpinista, nonostante i gravissimi traumi subiti, ha dimostrato una notevole forza d’animo, riuscendo a muoversi autonomamente per un breve tratto, allontanandosi dal punto dell’impatto e cercando di raggiungere una posizione più accessibile all’esterno della stretta gola.
Questo gesto, seppur sotto l’effetto del dolore e dello shock, ha probabilmente facilitato le operazioni di soccorso, consentendo ai team di localizzarlo più rapidamente.

La Sores Fvg, immediatamente allertata, ha coordinato un intervento articolato.

La stazione di Cave del Predil del Soccorso alpino, con la sua profonda conoscenza del territorio e le competenze specifiche per l’ambiente alpino, ha fornito un supporto cruciale.
La Guardia di Finanza, con la sua capacità di operare in zone impervie, ha contribuito alla ricerca e alla valutazione della situazione.

L’elisoccorso regionale, elemento chiave in emergenze di questa natura, si è prontamente attivato per raggiungere il ferito in un ambiente così ostile.
Una volta giunti sul posto, il team dell’elisoccorso, composto da un medico e da un tecnico di elisoccorso del Soccorso alpino, ha provveduto alla stabilizzazione del paziente, mettendo in atto protocolli avanzati per la gestione di politraumi e fratture alla parte superiore del corpo.

La complessità dell’intervento è stata ulteriormente amplificata dalle condizioni ambientali, caratterizzate da temperature rigide e dalla difficoltà di accesso alla zona.

L’imbarco a bordo dell’elisoccorso è avvenuto con la massima cautela, garantendo la continuità delle cure e assicurando il trasporto rapido e sicuro all’ospedale di Udine, dove l’alpinista ha potuto ricevere un’assistenza medica specialistica.
L’episodio evidenzia, ancora una volta, i rischi intrinseci dell’alpinismo e l’importanza di una preparazione accurata, attrezzature adeguate e una profonda conoscenza dell’ambiente montano.

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