L’attività di vigilanza antiriciclaggio della Guardia di Finanza ha portato a termine un’ispezione approfondita presso una società di consulenza fiscale con sede legale a Padova e operativa anche a Pordenone, evidenziando significative carenze nella gestione degli obblighi di adeguata verifica della clientela e di segnalazione di operazioni sospette.
L’indagine, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Pordenone, si è focalizzata sull’attività del responsabile della società, il quale forniva prevalentemente assistenza fiscale a una clientela di nazionalità cinese, un segmento particolarmente rilevante considerando che molti di questi soggetti erano già oggetto di monitoraggio da parte di altre articolazioni del Corpo.
L’ispezione ha rivelato un quadro allarmante: il professionista, pur essendo gravato di precise responsabilità in materia di antiriciclaggio, non ha provveduto a una corretta identificazione di ben 77 clienti, omettendo la conservazione della documentazione necessaria a comprovare l’adeguatezza delle verifiche effettuate.
Quest’inerzia si è protratta in un contesto caratterizzato dalla presenza di indicatori di rischio significativi, che avrebbero dovuto innescare l’obbligo di segnalazione all’Unità di Informazione Finanziaria (UIF).
Nello specifico, sono state identificate 14 clienti che presentavano anomalie tali da giustificare un’immediata segnalazione: coinvolgimento in procedimenti penali in corso, attività finanziarie poco trasparenti (frequenti erogazioni di prestiti, cessioni aziendali con omissione di indicazioni relative a somme percepite, emissione di assegni postdatati), e incrementi improvvisi e sproporzionati del fatturato aziendale.
Le irregolarità riscontrate configurano una palese violazione degli obblighi previsti dalla normativa antiriciclaggio, e la documentazione relativa è stata trasmessa al Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’irrogazione delle relative sanzioni amministrative.
Quest’azione si inserisce in un contesto più ampio di controlli intensificati da parte del Corpo delle Gendarmerie, che, negli ultimi tempi, ha effettuato interventi analoghi nei confronti di altri intermediari finanziari, tra cui una diversa società di consulenza fiscale e un avvocato, entrambi accusati di simili mancanze nell’adempimento degli obblighi di adeguata verifica della clientela e di segnalazione di operazioni sospette.
L’intensificazione di tali controlli testimonia la crescente attenzione delle autorità di vigilanza verso le vulnerabilità del sistema finanziario e l’impegno a contrastare il riciclaggio di capitali illeciti, anche attraverso un’attività di prevenzione e deterrenza mirata a sensibilizzare gli intermediari finanziari e a garantire il rispetto delle normative vigenti.
La vicenda solleva interrogativi sulla reale capacità di alcuni professionisti di cogliere e gestire i rischi legati all’antiriciclaggio, sottolineando la necessità di un’ulteriore formazione e di una maggiore consapevolezza dell’importanza di una corretta gestione delle informazioni finanziarie.

