Secondo l’analisi congiunturale relativa al 2024, condotta dal quotidiano “Il Sole 24 Ore” e basata sui dati ufficiali del Ministero dell’Interno, il tessuto sociale della regione Friuli Venezia Giulia presenta una stratificazione interessante in termini di sicurezza e criminalità.
Pordenone emerge come un punto di riferimento positivo, occupando la centesima posizione su cento province italiane, con un tasso di delitti denunciati ogni 100.000 abitanti pari a 2.368,1.
Pur registrando un modesto incremento dell’1,08% rispetto all’anno precedente, il dato complessivo di 7.364 denunce sottolinea una relativa tranquillità, posizionando la città al di sotto della media nazionale.
La disamina della classifica regionale rivela dinamiche più complesse.
Udine, al sessantasettimo posto, accumula un numero di denunce più consistente (15.234), con un tasso di incidenza del 2.949,8 ogni 100.000 abitanti, segnando un aumento più marcato del 7,50%.
Questo incremento potrebbe essere correlato a fattori socio-economici specifici del territorio, come la densità abitativa, la presenza di attività commerciali rilevanti, o variazioni demografiche.
Gorizia, posizionata al cinquantesimo posto, mostra una tendenza simile, con 4.509 denunce e un tasso di 3.252,4 ogni 100.000 abitanti, incrementato del 10,03%.
Un dato significativo, che potrebbe indicare una maggiore vulnerabilità del territorio a fenomeni criminali o una sottostima precedente, ora compensata da una più accurata registrazione delle denunce.
Al vertice della classifica regionale, Trieste si distingue con un risultato di 10.440 denunce, equivalenti a 4.578 ogni 100.000 abitanti, che corrispondono a un aumento dell’8,37%.
Questo posizionamento, che la colloca al dodicesimo posto a livello nazionale, la pone anche al di sopra di città come Napoli, evidenziando una maggiore esposizione a dinamiche criminali più complesse e strutturate.
L’elevato numero di denunce a Trieste potrebbe essere influenzato da fattori quali la posizione geografica, la complessità del tessuto economico-sociale e la presenza di flussi migratori.
L’analisi comparativa dei dati non si limita a una mera elencazione delle classifiche, ma invita a una riflessione più approfondita sulle cause alla base di queste differenze territoriali.
Fattori come la disoccupazione, la presenza di organizzazioni criminali, l’efficacia dei sistemi di controllo e la percezione di sicurezza da parte dei cittadini possono contribuire a modulare i tassi di criminalità.
Un’indagine più dettagliata, che consideri anche indicatori socio-economici e demografici, potrebbe fornire un quadro più completo e consentire l’implementazione di politiche di prevenzione e contrasto più mirate ed efficaci, al fine di garantire la sicurezza e il benessere di tutti i cittadini del Friuli Venezia Giulia.







