Gemona: la Messa del Tallero, un rito tra storia e fede.

A Gemona del Friuli, un’atmosfera di profonda sacralità e solenne gioia ha permeato le vie del centro storico durante la celebrazione della Messa del Tallero, un rito di origine medievale che si dispiega nel Duomo di Santa Maria Assunta.

Il corteo, un vibrante mosaico di epoche e tradizioni, ha incrociato le strade, guidato dal sindaco e dalle autorità civili provenienti da Palazzo Boton verso la maestosa cattedrale.
Un parata che non è mera rievocazione, ma una viva espressione della continuità storica e dell’identità comunitaria.
Il corteo ha visto la partecipazione di un vasto consorzio di gruppi storici e culturali: Historica Tympana Glemonae, Vis Ferri e Terjester provenienti da Trieste, il Borgo Pracchiuso di Udine, arricchito ulteriormente dal Gruppo tamburi e sbandieratori e dalla dama castellana di Conegliano.

Questi corpi, ognuno custode di un proprio patrimonio espressivo, hanno contribuito a creare un’esperienza multisensoriale, un viaggio nel tempo che risuona con le corde più profonde dell’anima friulana.
La Messa del Tallero, nel suo significato più profondo, rappresenta un atto di profonda simbiosi tra potere civico e sfera spirituale.

Lungi dall’essere una celebrazione di subordinate o di dipendenze, il rito è un atto di lode, un’elevazione di un’intera comunità verso l’unica fonte di pace e armonia.

Il momento culminante, l’offerta del tallero d’argento da parte del sindaco all’altare, è un gesto che incarna la collaborazione e la reciproca fiducia tra istituzioni, un sigillo impresso sulla storia comune.

Particolarmente intense e toccanti sono state le peculiarità rituali che hanno caratterizzato la celebrazione.

L’esecuzione del Credo secondo la tradizione aquileiese, un canto intriso di storia e devozione, ha preparato l’animo ad accogliere la sacralità del momento.

L’incensazione riservata al sindaco, un gesto unico nel panorama liturgico occidentale, affonda le sue radici in antiche usanze bizantine, testimoniando un legame storico e culturale di inestimabile valore.
La successiva incensazione del popolo, secondo la tradizione orientale, ha creato un’atmosfera di profonda comunione e partecipazione.
Infine, il bacio alla preziosa gemma gotica dell’Incoronazione della Vergine, opera di Nicolò Lionello, ha rappresentato un atto di devozione e un omaggio alla bellezza artistica e spirituale.
L’arcivescovo di Udine, Mons.
Riccardo Lamba, ha offerto una riflessione illuminante sull’Epifania, sottolineandone il significato autentico come rivelazione divina che si manifesta nella storia umana, nella sua intrinseca fragilità.

Richiamando l’immagine dei Magi come instancabili cercatori, l’arcivescovo ha esortato a riconoscere la presenza di Dio nei luoghi più inaspettati, nei più umili, nei più deboli.

Ha infine invocato che la luce di Cristo continui a diffondersi non attraverso la forza o il dominio, ma attraverso la potenza trasformatrice dell’amore, edificando ponti di speranza e di pace nel cuore della comunità friulana.

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