Il 15 gennaio 2026, un’eco di assenza si propaga tra i ricordi: Giulio Regeni avrebbe compiuto 38 anni.
Un’amara ricorrenza, testimoniata dal tweet di Paola Deffendi, la madre, che riaccende il faro sull’inaccettabile tragica scomparsa del figlio, strappato alla vita in Egitto nel 2016.
L’hashtag #giallogiulio, simbolo di una ricerca incessante di verità, risuona nuovamente sui social media, in concomitanza con l’imminente uscita cinematografica di “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, diretto da Simone Mainetti (2, 3 e 4 febbraio), un’opera destinata a riaccendere il dibattito e a mantenere viva la memoria.
Il collettivo “Giulio siamo noi” si unisce al cordoglio, esprimendo un pensiero carico di speranza e di impegno: “Diritti, dignità, fiducia”.
Parole che riflettono il desiderio di un futuro in cui Giulio avrebbe potuto celebrare la sua esistenza circondato dall’affetto dei suoi cari.
L’immagine di un mondo ideale, offuscata dalla realtà di un’assenza ingiusta, alimenta la determinazione a perseguire la giustizia, non solo per Giulio, ma per tutti coloro che subiscono violazioni dei diritti umani e oppressioni.
Il messaggio del collettivo si accompagna a un video suggestivo: un omaggio visivo e musicale che evoca un senso di profonda commozione.
I Girasoli di Van Gogh, simboli di vitalità e di speranza, si fondono con la delicatezza malinconica della Gymnopédie n. 1 di Erik Satie, creando un’atmosfera di riflessione e di resilienza.
L’anniversario del 38° compleanno di Giulio Regeni non è solo un momento di commemorazione, ma anche un appello alla responsabilità collettiva.
È un invito a non dimenticare, a continuare a chiedere verità e giustizia, e a lavorare per un mondo in cui la dignità umana sia inviolabile e la libertà di pensiero non sia un privilegio, ma un diritto fondamentale.
Il ricordo di Giulio è un monito costante, un motore di cambiamento e una promessa di un futuro più giusto.
La sua assenza dolorosa alimenta l’urgenza di agire, di testimoniare e di non arrendersi mai nella ricerca della verità.
Ciao Giulio.

