TAR: Via libera ai lavori Fincantieri, Monfalcone sotto accusa

Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Friuli Venezia Giulia ha emesso una sentenza significativa, accogliendo il ricorso presentato da Fincantieri Infrastructure Opere Marittime S.

p.
A.
e annullando il provvedimento di diniego emanato dal sindaco di Monfalcone, Luca Fasan, il 24 novembre.
La questione ruota attorno alla richiesta di una deroga temporanea ai limiti di emissione acustica per lavori in corso presso lo stabilimento di Panzano, un tema che evidenzia le complessità nella gestione dei rapporti tra industria, territorio e amministrazione comunale.
La decisione del TAR solleva una questione cruciale di ripartizione delle competenze all’interno dell’amministrazione comunale.

La sentenza stabilisce che la responsabilità di autorizzare deroghe ai limiti acustici per attività temporanee, come quelle legate a cantieri edili, ricade sugli uffici tecnici comunali, e non sulla sfera politica.

Questa distinzione è fondamentale per garantire una gestione imparziale e tecnicamente informata delle pratiche autorizzative, svincolando il processo da potenziali interferenze politiche.

L’interpretazione del TAR sottolinea l’importanza di aderire alle regole interne di riparto delle funzioni comunali, che attribuiscono competenze specifiche a determinati uffici.
Il Gruppo Fincantieri aveva precedentemente presentato una richiesta formale, datata 7 ottobre, al Comune di Monfalcone, con l’obiettivo di ottenere una deroga trimestrale per le emissioni acustiche derivanti dai lavori di palificazione necessari alla realizzazione di nuove gru a cavalletto di grandi dimensioni.
Queste nuove infrastrutture sono essenziali per l’evoluzione tecnologica e la capacità produttiva dello stabilimento.

La richiesta di deroga si inserisce in un contesto di investimenti strategici per il Gruppo, volti a mantenere la competitività nel settore della cantieristica navale.
L’annuncio della decisione del TAR giunge in prossimità della camera di consiglio dei magistrati tenutasi martedì 13 a Trieste.

La sentenza, emessa dalla I Sezione presieduta da Carlo Modica de Mohac di Grisì, segna un punto di svolta in una controversia che ha acceso un dibattito sulla bilancia tra le esigenze di sviluppo industriale e la tutela del benessere acustico della comunità locale.

La decisione del TAR, pertanto, non è solo una vittoria legale per Fincantieri, ma anche un monito per l’amministrazione comunale, richiamando l’importanza di un’applicazione rigorosa delle competenze tecniche e una gestione trasparente delle autorizzazioni in materia di impatto ambientale e acustico.

La vicenda apre ora a possibili riflessioni sull’organizzazione degli uffici comunali e sulla necessità di un dialogo più costruttivo tra industria e amministrazione per affrontare le sfide dello sviluppo sostenibile.

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