Un’ondata di sdegno e mobilitazione popolare si riversa sulle piazze di Udine, dove una raccolta firme ha già superato le 30.000 adesioni, in vista del prossimo incontro sportivo.
L’iniziativa, sostenuta da Andrea Di Lenardo (Alleanza Verdi e Sinistra – Possibile in Consiglio comunale), Francesca Druetti (Possibile) e Serena Pellegrino (consigliera regionale AVS), mira a sollecitare un intervento pubblico da parte del Comitato locale della Croce Rossa Italiana (CRI), spinto da un’urgenza etica e umanitaria che non può rimanere inespressa.
L’appello, precedentemente promosso da Di Lenardo e supportato da un ampio fronte di associazioni civiche e cittadini, si rivolge direttamente alla presidente della CRI di Udine, Elena Ceruti, e invita l’istituzione a confrontarsi con la gravità della situazione umanitaria a Gaza, un conflitto che si protrae da due anni e che ha visto una sistematica violazione dei principi fondamentali del diritto internazionale umanitario.
La nota congiunta evidenzia la drammatica realtà che colpisce indiscriminatamente strutture sanitarie, personale medico, soccorritori civili e infrastrutture sportive, segnando una escalation di violenza che ha causato la perdita di oltre 50 volontari della Mezzaluna Rossa/Croce Rossa, quasi 1.700 operatori sanitari e un numero incalcolabile di calciatori palestinesi, un patrimonio sportivo distrutto in un contesto di guerra.
L’iniziativa non si limita alla condanna, ma si pone l’obiettivo di richiamare il Comitato di Udine alla propria responsabilità, stimolandolo a prendere posizione di fronte a queste gravi trasgressioni, già condannate dalla Croce Rossa Internazionale e dal presidente nazionale Rosario Valastro.
Questa assunzione di responsabilità non implica una rinuncia alla neutralità, cardine dell’azione della CRI, bensì una sua rafforzamento, difendendone il senso profondo e il ruolo di garante dell’umanità in contesti di conflitto.
La mobilitazione è alimentata da una crescente consapevolezza che la CRI, per mantenere la propria credibilità e coerenza con i propri valori fondanti, non possa rimanere un osservatore silenzioso di fronte a una crisi umanitaria di tale portata.
La richiesta si configura come un appello a difendere i principi di imparzialità, neutralità e indipendenza che definiscono l’azione della Croce Rossa, ribadendo che la salvaguardia della vita umana e la protezione dei vulnerabili devono prevalere su qualsiasi altra considerazione.
La protesta vuole, in definitiva, sollecitare un’azione concreta e un impegno pubblico da parte del Comitato di Udine, affinché possa contribuire a promuovere il rispetto del diritto internazionale umanitario e a sostenere gli sforzi per la ricerca di una soluzione pacifica e duratura.







