Nel giorno cruciale che ha visto Udine crocevia di passioni e istanze contrastanti, le forze dell’ordine hanno implementato un dispositivo di sicurezza complesso e articolato, volto a garantire l’incolumità pubblica e la regolarità degli eventi.
L’occasione, segnata da un incontro calcistico di rilevanza internazionale tra Italia e Israele e da un corteo di protesta a favore della Palestina, ha richiesto un’attenzione particolare, considerando l’afflusso previsto e la potenziale conflittualità intrinseca alle manifestazioni di questo tipo.
L’operazione, pianificata con precisione, ha coinvolto un’ampia squadra di operatori, impiegati in attività di monitoraggio e controllo lungo le principali arterie stradali di accesso alla città e nel cuore urbano.
L’obiettivo primario era prevenire fenomeni di ordine pubblico, garantire la fluidità del traffico e assicurare che le manifestazioni si svolgessero nel rispetto delle normative vigenti.
Le attività di controllo non si sono limitate a semplici postazioni di blocco, ma hanno incluso un’analisi approfondita dei flussi migratori, con particolare attenzione ai gruppi provenienti da centri sociali di diverse regioni italiane.
Questa analisi preventiva ha permesso di identificare potenziali elementi di rischio e di adottare misure mirate per mitigarli.
Durante le verifiche, sono stati rilevati e sequestrati un numero limitato di striscioni ritenuti non conformi alle disposizioni di legge, un’azione volta a preservare l’ordine e la dignità delle celebrazioni.
Un episodio significativo è stato l’individuazione di un pullman di linea non registrato, un elemento in grado di compromettere la tracciabilità dei partecipanti e potenzialmente utilizzato per fini illeciti.
L’intervento tempestivo delle autorità ha permesso di identificare i passeggeri e consentire loro di proseguire verso la loro destinazione, ristabilendo la legalità e la sicurezza.
Per gestire il delicato passaggio tra il corteo di protesta e lo stadio, una distanza di circa 3 chilometri, è stato implementato un sistema di filtri strategici.
Questi punti di controllo non avevano lo scopo di impedire lo spostamento dei manifestanti, ma di scoraggiare eventuali tentativi di deviazione dal percorso autorizzato.
L’obiettivo era quello di confinare il corteo nel tracciato prestabilito, garantendo che l’arrivo in piazza Primo Maggio si svolgesse in condizioni di massima sicurezza, preservando l’integrità della manifestazione e la tranquillità della cittadinanza.
L’operazione ha rappresentato un esempio di prevenzione mirata, combinando un approccio repressivo con una strategia di gestione dei flussi, volto a bilanciare la libertà di espressione con la necessità di garantire l’ordine pubblico.







