Il volto segnato, l’eco di un dolore sordo che si insinua nell’anima: è l’immagine che precipita nel cuore, descritta dalla madre di Giulio Regeni, come la prima, lancinante, rivelazione di una tragedia.
“Qui si è riversato tutto il male del mondo,” sussurra, e quelle parole si configurano come il nucleo pulsante del film “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, diretto da Simone Manetti, un’opera che ambisce a ripercorrere la complessa, intricata vicenda di un giovane ricercatore italiano, strappato alla vita tra le spire di un regime autoritario.
Il film non si propone come una mera cronaca degli eventi, ma come un atto di memoria e una denuncia.
Per la prima volta, è la voce dei genitori, Claudio Regeni e Paola Deffendi, a raccontare il loro personale percorso di sofferenza, resilienza e sfida contro l’opacità del governo egiziano, un fronte di silenzio e ostacoli che ha tentato di soffocare la verità.
Il loro coraggio, la loro tenacia nel ricercare risposte, diventano il motore narrativo dell’opera, svelando le strategie di depistaggio e le difficoltà incontrate lungo il cammino.
A testimonianza del lungo iter giudiziario si aggiunge la voce esclusiva di Alessandra Ballerini, l’avvocata che ha affiancato i genitori di Giulio, offrendo una prospettiva legale e un’analisi approfondita delle dinamiche processuali.
Il processo, iniziato nel marzo 2024, vede alla sbarra quattro agenti della National Security egiziana, e il film documenta fedelmente le udienze, catturando l’atmosfera carica di tensione e le speranze di giustizia che animano i genitori e il team legale.
La pronuncia della sentenza, prevista per la fine del 2026, rappresenta un punto cruciale e carico di significato.
Simone Manetti, regista sensibile e attento alle storie di ingiustizia, ha scelto un approccio documentaristico, immergendosi nella realtà dei fatti e accompagnando i protagonisti nel loro percorso emotivo e legale.
La collaborazione con Emanuele Cava e Matteo Billi nella scrittura, e il sostegno produttivo di Ganesh Produzioni, Fandango, Sky e diverse case di produzione, conferiscono al film un’impronta solida e una portata significativa.
Il film non si limita all’esperienza del processo, ma si inserisce in un più ampio panorama di riconoscimenti e valorizzazioni, avendo ottenuto premi prestigiosi come il Mia Market Bio to B – Doc Award e il Visioni Incontra Bio to B – Doc Award, segno della sua rilevanza e del suo impatto nel mondo del cinema documentario.
Le proiezioni speciali, che seguiranno l’anteprima nazionale a Fiumicello Villa Vicentina, avranno luogo in sedi significative come l’Anteo Palazzo del Cinema di Milano, il Cinema Nuovo Sacher di Roma e il Cinema Modernissimo – Cineteca di Bologna, luoghi simbolo della cultura e dell’impegno civile, ampliando la platea di spettatori e favorendo un dibattito ampio e consapevole sulla vicenda di Giulio Regeni e sulla necessità di difendere i diritti umani e la libertà di ricerca in ogni parte del mondo.
Il film, più che una storia individuale, si configura come un monito universale contro l’oppressione e un inno alla ricerca della verità.








