Il 2 febbraio 2026, a esattamente dieci anni dalla tragica scomparsa, il documentario “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, diretto da Simone Manetti e distribuito da Fandango, approda nelle sale cinematografiche italiane, preceduto da un’anteprima nazionale il 25 gennaio a Fiumicello Villa Vicentina, nel cuore del Friuli, terra d’origine del giovane ricercatore.
Il film, frutto della collaborazione tra Manetti, Emanuele Cava e Matteo Billi, non si presenta come una semplice cronaca degli eventi, bensì come un’indagine complessa e dolorosa sulla scomparsa, la prigionia, la tortura e l’uccisione di Giulio Regeni, avvenute al Cairo tra il 25 gennaio e il 3 febbraio 2016.
Prodotto da Agnese Ricchi e Mario Mazzarotto per Ganesh Produzioni, con il supporto di Domenico Procacci e Laura Paolucci per Fandango, il documentario si configura come un tassello fondamentale nella ricostruzione di una verità ancora gravata da silenzi e depistaggi.
Il film attinge direttamente al processo in corso, offrendo uno sguardo inedito sulle testimonianze dei protagonisti e sui retroscena di un’inchiesta internazionale segnata da ostacoli e manipolazioni.
La voce della famiglia Regeni, accompagnata dall’impegno e la determinazione dell’avvocata Alessandra Ballerini, costituisce il fulcro narrativo.
Le loro parole rivelano la lunga e straziante battaglia per la giustizia, un percorso costellato da difficoltà e privazioni emotive.
Il documentario intende non solo portare alla luce le responsabilità e le omissioni che hanno contribuito a depistare le indagini, ma anche sensibilizzare l’opinione pubblica sulla gravità delle violazioni dei diritti umani che continuano a verificarsi, spesso impunemente, in diverse parti del mondo.
Particolarmente significativa è la testimonianza esclusiva dell’avvocata Ballerini, che nel 2023 ha portato in giudizio quattro agenti della National Security egiziana, in un’azione legale coraggiosa e complessa.
Simone Manetti ha seguito da vicino l’andamento del processo, iniziando a filmare le udienze a marzo 2024, catturando l’atmosfera carica di tensione e l’emozione dei genitori di Giulio, presenti ad ogni sessione.
Il documentario non si limita a ripercorrere gli eventi, ma si propone di analizzare le implicazioni più ampie di questa vicenda, evidenziando il peso delle dinamiche geopolitiche e le difficoltà incontrate nell’ottenimento di cooperazione da parte delle autorità egiziane.
La sua partecipazione e il riconoscimento ottenuto – selezione per il Bio to B – Industry Days 2025, vittoria del Mia Market Bio to B – Doc Award 2025 e del Visioni Incontra Bio to B – Doc Award 2025 – testimonia il suo valore artistico e la sua rilevanza sociale, confermando l’urgenza di un’indagine approfondita sulla verità e sulla giustizia, per onorare la memoria di Giulio Regeni e per evitare che simili tragedie si ripetano.
Il film si pone come un monito, un appello alla vigilanza e alla difesa dei diritti umani, invitando lo spettatore a confrontarsi con “tutto il male del mondo” che si è abbattuto su Giulio e sulla sua famiglia.






