A Trieste, la città di confine e crocevia di culture, si accendono le luci di “Memorie di un Marciatore”, un progetto cinematografico ambizioso che mira a restituire al grande schermo una figura dimenticata ma emblematico del Novecento italiano: Abdon Pamich.
La pellicola, promossa dalla Fvg Film Commission – PromoTurismoFvg e prodotta da Clemart, si propone di ricostruire il percorso umano e sportivo di un atleta fiumano, un uomo che incarna i valori di perseveranza, rigore e resilienza, e che attraverso la sua storia, vuole esplorare le complesse dinamiche di un’epoca segnata da trasformazioni politiche, sociali e identitarie.
Il film, che vedrà cinque settimane di riprese articolate tra Trieste e Udine, non si limita a una celebrazione sportiva, ma si immerge nelle radici profonde dell’identità collettiva, indagando il significato del riscatto personale nel contesto storico del primo dopoguerra.
La scelta di Padriciano, l’ex campo profughi triestino, come location significativa, sottolinea l’importanza di affrontare temi legati all’esodo, all’integrazione e alla costruzione di una nuova identità in un territorio conteso e segnato da ferite ancora aperte.
Alessandro Casale, il regista, figura di spicco nel panorama cinematografico italiano, porta con sé un bagaglio di esperienza ventennale maturata a stretto contatto con alcuni dei più affermati autori del cinema nazionale.
Il suo percorso, costellato di collaborazioni prestigiose con nomi come Ferzan Ozpetek, Daniele Ciprì e Sergio Castellitto, testimonia una solida formazione e una profonda conoscenza del linguaggio cinematografico.
La laurea in Scienze Politiche, con una tesi incentrata sulla Storia del Cinema, rivela un approccio critico e multidisciplinare, che promette di arricchire la narrazione con spunti di riflessione sociopolitici.
La sua carriera, iniziata con l’ausilio alla regia e l’esperienza nella direzione di seconde unità in popolari serie televisive come “Benvenuti a Tavola” e “Don Matteo”, ha trovato espressione significativa con la realizzazione di otto episodi di “Tutto Può Succedere”, una produzione di rilievo per la Rai.
“Memorie di un Marciatore” si configura quindi come un’occasione per Casale di esprimere la sua visione registica in un progetto di ampio respiro, capace di coniugare rigore storico, introspezione psicologica e attenzione al dettaglio, restituendo al pubblico un ritratto vivido e complesso di un’epoca e di un uomo.

