Il Trieste Film Festival: Un Mosaico di Voci e Memorie dall’Europa CentraleIl Trieste Film Festival, giunto alla sua 37ª edizione, si configura come un osservatorio privilegiato sull’Europa centro-orientale, un crocevia di storie che plasmano il presente e interrogano il futuro del continente.
L’evento, in programma dal 16 al 24 gennaio, non è semplicemente una rassegna cinematografica, ma un vero e proprio viaggio culturale, un’esplorazione delle identità, delle memorie condivise e delle sfide che caratterizzano una regione spesso relegata ai margini della narrazione europea dominante.
Quest’anno, il festival presenta un programma eccezionalmente ricco, con oltre 120 eventi che spaziano dai lungometraggi alle opere prime, dai documentari ai cortometraggi, dalle masterclass agli incontri con i registi e gli attori.
L’apertura del festival, articolata in due momenti significativi, sottolinea l’ambizione di affrontare temi complessi e controversi.
La proiezione italiana in anteprima di *Franz*, diretto da Agnieszka Holland, offre uno sguardo intimo e profondo sulla vita e l’opera di Franz Kafka, uno scrittore che ha saputo incarnare l’inquietudine e l’alienazione dell’uomo moderno.
Successivamente, *The Disappearance of Josef Mengele* di Kirill Serebrennikov, affronta il tema oscuro e disturbante della fuga del medico nazista da Auschwitz, un personaggio storico simbolo di un’epoca di barbarie e indicibile sofferenza.
La sezione competitiva, suddivisa in concorsi per lungometraggi, cortometraggi e documentari, promette di svelare nuove voci e talenti emergenti.
Oltre alle proiezioni in concorso, il festival dedica ampio spazio a temi specifici e prospettive inedite.
La sezione “Visioni Queer” si pone come un importante punto di riferimento per la valorizzazione del cinema LGBTQ+ dell’Europa centrale e orientale, contribuendo a promuovere la consapevolezza e l’inclusione.
“Wild Roses”, dedicata alle registe europee, quest’anno celebra il cinema sloveno, mettendo in luce il contributo significativo delle donne al panorama cinematografico regionale.
Il ritorno di Sergei Loznitsa con *Two Prosecutors*, un’opera che immerge lo spettatore nell’Unione Sovietica del 1937, è un ulteriore segnale della volontà del festival di affrontare il passato storico con sguardo critico e rigoroso.
L’anteprima italiana di *Lagūna* di Šarūnas Bartas, figura di spicco del cinema baltico, e di *Mirrors No.
3* di Christian Petzold, contribuiscono a completare un programma variegato e stimolante.
La direttrice Nicoletta Romeo ha espresso la speranza che il festival possa fornire “bussole nuove” per orientarsi in una geografia umana sempre più complessa.
L’aumento del pubblico giovane testimonia la capacità del cinema di intercettare temi cruciali per le nuove generazioni, temi che spesso trovano risposte frammentarie nella società civile.
Il Trieste Film Festival, quindi, non è solo un evento culturale di primaria importanza, ma anche un importante spazio di dialogo, riflessione e crescita per l’intera comunità europea.






