GECT Alpi Giulie: Unisce Italia e Slovenia per il futuro del territorio.

Il 17 gennaio a Caporetto, luogo carico di memoria e simbolismo storico, si sigillerà un’iniziativa di portata strategica per il futuro transfrontaliero delle Alpi Giulie: la lettera d’intenti per la creazione del Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale (GECT) delle Alpi Giulie.
Un atto formale che unisce in un percorso comune venticinque comuni italiani, dislocati lungo la fascia confinaria, e cinque enti sloveni, testimoniando una volontà di cooperazione che trascende le divisioni amministrative e politiche.
L’iniziativa, sostenuta con forza dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, dal governo sloveno e dalla Regione Friuli Venezia Giulia, rappresenta un investimento nel futuro di un territorio caratterizzato da una complessa identità culturale, linguistica ed economica.

La firma della lettera d’intenti coinciderà con il tradizionale “Novoletno Srečanje”, l’incontro di inizio anno che riunisce amministratori italiani e sloveni dell’Alta Valle dell’Isonzo e della Slavia Friulana, un momento di dialogo e condivisione che rafforza i legami storici e umani.

La presenza del Vicepremier sloveno Matej Arčon sottolinea l’importanza strategica attribuita a questa collaborazione a livello governativo.

Il GECT delle Alpi Giulie non è semplicemente un’aggregazione amministrativa, ma un laboratorio di sviluppo territoriale basato su un approccio integrato.

La lettera d’intenti segna l’inizio di un processo partecipativo, in cui ogni comune aderente – dai comuni sloveni di Caporetto, Tolmino, Plezzo, Canale d’Isonzo e Castel Dobra, ai quindici comuni rappresentati dalla Comunità di montagna del Natisone e Torre, agli otto della Comunità di montagna Canal del Ferro e Val Canale, passando per Cividale del Friuli e Prepotto – sarà chiamato a contribuire attivamente alla definizione dell’architettura istituzionale e alla formulazione di progetti concreti.

Questo percorso, che si prefigge di concludersi entro sei mesi, mira a superare le tradizionali barriere burocratiche e a favorire la nascita di un ente capace di rispondere efficacemente alle sfide comuni.
Il GECT si propone di affrontare problematiche cruciali per l’area alpina, come la tutela e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale, lo sviluppo sostenibile del turismo, la promozione di filiere locali innovative, il miglioramento dell’accessibilità e della connettività, e la salvaguardia delle identità linguistiche e culturali.
Si tratta di un’opportunità per rafforzare la resilienza del territorio di fronte ai cambiamenti climatici, per promuovere l’innovazione sociale e economica, e per costruire un futuro più prospero e inclusivo per le comunità che lo abitano.

La creazione del GECT rappresenta un passo fondamentale verso la realizzazione di un’area alpina giuliana più coesa, competitiva e sostenibile, un esempio di cooperazione transfrontaliera che possa ispirare altre iniziative simili in Europa.

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