Trump: l’America pronta per una rivoluzione commerciale.

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La prospettiva di un nuovo scenario economico mondiale si profilava all’orizzonte, dominata dalle mosse dell’amministrazione Trump, in attesa della decisione sui dazi da applicare il 2 aprile, data che assunse la connotazione di un “giorno della liberazione” per l’economia americana, stufa di essere stata per decenni oggetto di sfruttamento da parte di nazioni ricche e potenti. La tensione aumentava nell’aria mentre le principali borse mondiali oscillavano tra speranza e timore, non sapendo come reagire alle mosse del presidente americano, pronto a mettere in atto la sua politica commerciale aggressiva per proteggere gli interessi economici degli Stati Uniti. I leader internazionali esitavano ad assumersi un impegno chiaro nelle trattative commerciali con Washington, preferendo attendere l’esito delle decisioni di Trump prima di prendere qualsiasi iniziativa. Gli economisti erano scissi tra coloro che sostenevano che la mossa del presidente americano avrebbe inferto un duro colpo all’economia globale, causando una serie di ripercussioni negative su scala mondiale e aumentare i costi per le aziende statunitensi. Dall’altra parte alcuni economisti sottolineavano come la politica commerciale dell’amministrazione Trump potesse anche avere un effetto a lungo termine positivo, poiché avrebbe incentivato gli investimenti internazionali e attirato nuovi capitali verso i mercati americani.

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