Un velo di profonda commozione ha avvolto Padova, mentre la città intera si raccoglieva nella basilica di Santa Giustina per onorare i carabinieri Antonio Manduzio, Andrea Viglione e Francesco Montanari, caduti in servizio a Castel d’Azzano.
La cerimonia funebre, solenne e carica di significato, ha rappresentato un momento di lutto nazionale, un’occasione per riflettere sul sacrificio di questi uomini e sul valore imprescindibile della difesa della legalità e della sicurezza nel nostro Paese.
La presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito all’evento un’importanza ancora maggiore, sottolineando la partecipazione dello Stato al dolore delle famiglie e della comunità.
Il suo arrivo, preceduto da una scorta discreta ma attenta, ha segnato l’inizio di una giornata dedicata alla memoria e al ricordo.
Accompagnato da un silenzio rispettoso, il Presidente è stato accolto insieme alle massime cariche dello Stato: il Presidente del Senato, la Presidente della Camera, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, e numerosi ministri del Governo, a testimonianza della responsabilità collettiva di fronte a una perdita così grave.
La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha partecipato alla cerimonia con una delegazione, a significare un momento di unità politica in un’occasione di profondo dolore umano.
Sul sagrato della basilica, ad accogliere le autorità e a curare ogni dettaglio della cerimonia, il Presidente del Veneto, Luca Zaia, e il sindaco di Padova, Sergio Giordani, hanno incarnato il ruolo di rappresentanti territoriali, custodi della memoria e portavoce della comunità padovana.
Il loro sguardo, rivolto alle famiglie dei carabinieri caduti, ha espresso un sentimento condiviso di dolore e di gratitudine.
La basilica di Santa Giustina, gioiello di architettura romanica e simbolo della città, si è riempita del suono degli inni militari e dei canti religiosi, in un’atmosfera di intensa spiritualità.
La presenza delle famiglie, visibilmente provate ma dignitose, ha accentuato l’angoscia collettiva e ha reso ancora più commovente la partecipazione di tutti coloro che, nel silenzio e nel rispetto, hanno voluto rendere omaggio a questi carabinieri, esempi di dedizione e coraggio al servizio del Paese.
Il loro sacrificio, un monito per tutti, ci ricorda il prezzo della libertà e la necessità di tutelare i valori fondamentali che ci definiscono come comunità.







