Jessica Stappazzollo: Castelnuovo del Garda in lutto per il femminicidio

Castelnuovo del Garda si è fermata, avvolta in un lutto profondo che ha superato i confini della comunità locale, per celebrare le esequie di Jessica Stappazzollo, 33 anni, strappata alla vita dalla violenza di Douglas Reis Pedroso.

Un evento tragico che ha sconvolto la quiete di un territorio noto per la sua ospitalità, e che ora si stringe al dolore immenso dei familiari, testimoniando una vicinanza sentita attraverso la proclamazione del lutto cittadino.
Il sindaco Davide Negrini ha aperto la cerimonia, sottolineando come la comunità, pur accogliente, si trovi ora a confrontarsi con una ferita aperta, un evento “imponderabile” che esige un impegno istituzionale massimo per debellare una piaga sociale che affligge la società contemporanea.
L’impegno non è solo quello di fornire supporto immediato ai familiari, ma anche di promuovere iniziative di prevenzione e sensibilizzazione per contrastare la violenza di genere e tutelare le vittime.

Le esequie, celebrate nella chiesa di Santa Maria, sono state concepite come un momento di raccoglimento e preghiera, escludendo la presenza di fotografi e telecamere per preservare la sacralità del luogo e la dignità dei familiari.
Il parroco don Luca Tosi, affiancato dal vicario del vescovo di Verona, don Osvaldo Checchini, ha guidato la celebrazione, focalizzandosi sulla parola del Signore come fonte di conforto e speranza.

L’incontro con i genitori, il papà giunto dal Brasile per l’occasione, ha rappresentato un momento particolarmente commovente, sigillato da un abbraccio tra le lacrime.

Le indagini sul femminicidio proseguono a ritmo serrato, mentre emergono dettagli inquietanti sulla dinamica del crimine.

Douglas Reis Pedroso, connazionale della vittima, era già sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento, conseguente a una storia di ripetute violenze e maltrattamenti, e era munito di braccialetto elettronico, dispositivo che l’uomo ha fatto perdere, sostenendo di averlo abbandonato in un campo.

Il ricevitore del braccialetto è stato rinvenuto nel garage della casa a Ponti sul Mincio, ultima dimora di Jessica.

La tragicità dell’evento si amplifica se si considera che Jessica lascia due figli, avuti da precedenti relazioni, non conviventi con la madre.
L’avvocata Elisabetta Carattoni, che tutela i familiari di Jessica, ha espresso il profondo dolore della famiglia e ha confermato che gli investigatori stanno completando tutti gli accertamenti previsti per fare luce sulla dinamica del crimine.
L’autopsia ha stabilito che Jessica Stappazzollo è stata colpita con 27 coltellate, un numero impressionante che testimonia la premeditazione e la ferocia dell’aggressore.

L’uomo, durante l’interrogatorio di garanzia in carcere, ha sostenuto di non ricordare nulla, attribuendo il crimine a un presunto black-out.
Tuttavia, i rilievi dei carabinieri hanno smentito questa versione, fornendo elementi a carico che rafforzano l’ipotesi di un omicidio premeditato.
Il caso Stappazzollo non è solo una tragedia personale, ma un campanello d’allarme per tutta la società, che si interroga sulle cause della violenza di genere e sulla necessità di garantire protezione e supporto alle vittime.

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