Nella quieta cornice di Longarone, nel cuore delle Prealpi bellunesi, si è consumata una notte di violenza e degrado che ha scosso la comunità locale.
Un atto vandalico e predatorio, perpetrato da due minorenni, ha interrotto la quiete della notte di domenica 4 gennaio, lasciando dietro di sé un bilancio di danni materiali, ferite fisiche e profonde inquietudini.
L’azione criminale si è concretizzata in una rapina impropria ai danni di un bar situato in prossimità della stazione ferroviaria.
Le due ragazze, agendo in concorso, hanno forzato l’ingresso del locale attraverso la rottura della vetrina con l’utilizzo di un piccone, con l’intento di sottrarre generi merceologici come tabacchi e distillati.
L’atto non si è limitato a questo singolo episodio: precedentemente, le stesse responsabili avevano perpetrato atti vandalici, danneggiando altre vetrine nel raggio circostante.
La vicenda si è intensificata quando il proprietario del bar, allertato dal sistema di allarme, è intervenuto, tentando di sventare la fuga delle minorenni.
In un tentativo disperato di liberarsi e guadagnare la via, le ragazze hanno aggredito l’uomo, provocandogli lesioni che hanno richiesto l’intervento del personale sanitario.
L’aggressione ha incluso l’uso di frammenti di vetro e l’applicazione di un detergente spray, evidenziando una premeditazione e una violenza inaspettate.
Al termine dell’intervento delle forze dell’ordine, le due ragazze sono state poste in stato di arresto e ora sono al vaglio dell’autorità giudiziaria minorile di Venezia.
Le accuse contestate includono tentata rapina impropria in concorso, lesioni aggravate e, nel caso di una delle ragazze, detenzione non legittima di un’arma bianca.
La scoperta di un pugnale di notevoli dimensioni (34 centimetri) nello zaino di una delle responsabili solleva interrogativi sulla preparazione e sul potenziale pericolo rappresentato dalle minorenni.
Nonostante la gravità dei fatti, è stato rilevato che entrambe le ragazze risultano incensurate, fattore che rende ancora più complessa l’analisi delle motivazioni alla base di un comportamento così deviante.
L’incensuratezza non diminuisce la gravità delle accuse, ma suggerisce la necessità di approfondire le dinamiche sociali e familiari che potrebbero aver condotto questi due giovani a compiere un gesto così eclatante, auspicando un intervento mirato per la loro rieducazione e reinserimento sociale.
L’episodio, al di là delle ripercussioni legali, pone l’attenzione sulla crescente necessità di strategie preventive e di supporto per i giovani a rischio, al fine di contrastare la spirale di violenza e degrado che affligge sempre più spesso le nostre comunità.






