Il Comune di Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza, ha concretizzato un’iniziativa di notevole impatto sociale e urbanistico, acquisendo undici unità abitative e undici box auto confiscati a soggetti legati a organizzazioni criminali attive nel traffico di sostanze stupefacenti.
L’operazione, culminata con la consegna degli immobili, rappresenta un esempio virtuoso di riutilizzo di beni sequestrati e confiscati, trasformando un patrimonio precedentemente legato all’illegalità in un motore di inclusione sociale.
La collocazione degli immobili, concentrati in un unico complesso condominiale nella frazione di Alte, riflette una scelta progettuale mirata a favorire l’integrazione sociale degli utenti e a massimizzare l’efficienza nell’utilizzo delle risorse.
Ogni abitazione, caratterizzata da una superficie di circa 41 metri quadrati, offre un nucleo familiare un ambiente dignitoso e funzionale, elemento fondamentale per il superamento di situazioni di precarietà.
L’acquisizione di questi beni non è stata una procedura immediata, bensì l’esito di un percorso amministrativo articolato, iniziato anni prima.
Il Comune ha infatti presentato un progetto dettagliato, delineando con precisione le finalità e le modalità di utilizzo degli alloggi confiscati, sottoponendolo all’approvazione degli enti nazionali competenti in materia di contrasto alla criminalità organizzata e gestione dei beni sequestrati.
Questo iter burocratico ha richiesto un’attenta pianificazione, la definizione di criteri di ammissibilità e l’elaborazione di un piano di gestione sostenibile nel tempo.
La “seconda vita” di questa palazzina non si limita alla mera assegnazione di alloggi; essa si proietta in un’azione di riscatto sociale, offrendo una soluzione abitativa temporanea a famiglie e individui in condizioni di vulnerabilità economica.
Il Comune intende, attraverso questa iniziativa, non solo fornire un tetto sicuro, ma anche accompagnare gli assegnatari verso l’autonomia, offrendo servizi di supporto sociale, consulenza legale e orientamento al lavoro.
L’obiettivo è favorire l’inclusione abitativa, promuovere la resilienza e contribuire alla ricostruzione del tessuto sociale, trasformare un luogo che un tempo simbolo di illegalità, ora, diventa, una testimonianza della capacità di coniugare l’attenzione alla sicurezza urbana con la promozione del benessere della comunità e della giustizia sociale.
L’operazione dimostra come i beni confiscati possano rappresentare una risorsa preziosa per l’amministrazione pubblica, offrendo opportunità concrete per affrontare le sfide sociali e promuovere lo sviluppo locale.







