Ondata di gelo glaciale: Veneto sotto una morsa da record.

Un’ondata di freddo glaciale ha investito il Veneto, lasciando un’impronta gelida su un territorio già predisposto a oscillazioni termiche marcate.

La notte appena trascorsa si è configurata come una severa prova di resistenza, con temperature che hanno superato ampiamente la soglia del punto di congelamento in una vasta area regionale, rivelando la capacità del territorio veneto di accumulare e rilasciare energia termica in modi complessi.

La Piana di Marcesina, nel Vicentino, fedele alla sua storica vocazione a concentrare le temperature più rigide, ha registrato un minimo di -22,3 gradi, una cifra eloquente che testimonia l’effetto della depressione orografica e della ridotta ventilazione che caratterizzano la zona.

Analogamente, la Torbiera di Pian Cansiglio, nel Bellunese, ha mantenuto la sua reputazione di avamposto del gelo, con un minimo di -18,8 gradi, un dato che riflette l’influenza delle correnti d’aria provenienti dalle Alpi.
A testimonianza della verticalità del territorio veneto, la vetta della Marmolada, a 3.256 metri di altitudine, ha toccato i -21,5 gradi, un valore che mette in evidenza il contrasto termico tra la pianura e l’alta montagna.
Analizzando i dati relativi ai centri abitati, Asiago (Vicenza) e Santo Stefano di Cadore (Belluno) si sono distinti per le temperature più basse, rispettivamente -14,9 e -14 gradi.

I capoluoghi regionali hanno anch’essi subito l’impatto del freddo: Belluno, con -10,6 gradi, si è rivelata la città più rigida, seguita da Vicenza (-6,4) e Verona (-4,6).
Le città del basso Veneto, come Padova (-2,6), Treviso (-2,4) e Rovigo (-1,4), hanno sperimentato temperature ancora inferiori, ma comunque ben al di sotto dello zero.
Venezia, per quanto si trovi a cavallo dello zero, ha visto l’area metropolitana di Jesolo, recentemente scenario di inusuali nevicate sulle spiagge, registrare un grado negativo (-1,8), un evento che sottolinea come anche le zone più mitigate dalla brezza marina non siano state risparmiate.
L’episodio di freddo intenso non è solo un evento meteorologico, ma una manifestazione delle dinamiche climatiche che plasmano il Veneto.
La sua comprensione richiede un’analisi approfondita delle caratteristiche orografiche, della circolazione atmosferica e della distribuzione delle masse d’aria, elementi che interagiscono per determinare le variazioni termiche che si osservano sul territorio.

La resilienza delle comunità venete, che nel corso dei secoli si sono adattate a queste oscillazioni, è una testimonianza della loro capacità di convivere con la natura e di trarre vantaggio dalle sue risorse, anche nelle condizioni più avverse.

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