Aggressione violenta alla stazione di Padova: misure restrittive e verifica dello status migratorioUn episodio di grave violenza ha scosso la tranquillità della stazione ferroviaria di Padova, sfociando in una rissa armata che ha richiesto l’intervento immediato delle forze dell’ordine e l’attivazione di complesse procedure amministrative e legali.
La Polizia di Padova, a seguito di un allarme proveniente da residenti, è intervenuta per sedare la colluttazione e ha disposto otto misure di prevenzione personale, tra cui quattro Daspo Willy e quattro avvisi orali, nei confronti di quattro cittadini marocchini di età compresa tra i 24 e i 41 anni.
L’accaduto ha visto una vittima, un giovane di 24 anni, ritrovata a terra in stato di incoscienza e sanguinante, a seguito di un’aggressione compiuta da due connazionali armati di spranghe metalliche.
La successiva perquisizione all’interno dello scalo ferroviario ha permesso di individuare e bloccare i due aggressori, rispettivamente di 38 e 23 anni, rinvenendo in loro possesso le armi utilizzate nell’aggressione, ancora imbrattate di sangue.
Un terzo uomo, di 41 anni, è stato fermato nelle immediate vicinanze, manifestando evidente stato di alterazione psicofisica e riportando ferite al volto e alle mani.
Di fronte alla gravità dei comportamenti posti in essere, il Questore Marco Odorisio ha immediatamente attivato la Divisione Polizia Anticrimine, implementando un approccio mirato a contrastare la criminalità e a garantire la sicurezza pubblica.
Sono state quindi disposte nei confronti dei quattro responsabili misure restrittive di notevole impatto, quali il Daspo Willy, con divieto di accesso e stazionamento in aree sensibili quali il Piazzale della Stazione Ferroviaria, il Cavalcavia Borgomagno e tutti i locali pubblici presenti nell’area.
L’avviso orale è stato emesso a integrazione delle misure preventive.
L’analisi dei precedenti penali dei coinvolti ha rivelato una storia di reati contro il patrimonio.
Il giovane di 23 anni è accusato di rapina in concorso, con episodi verificatisi a Castelfranco Veneto e San Bonifacio Veronese, che hanno visto la vittima privata del giubbino, del portafoglio e del telefono cellulare, oltre a subire umiliazioni e privazioni.
Il 38enne è gravato da precedenti per furto aggravato e rapina, mentre il 41enne ha subito una condanna per furto con scasso.
Parallelamente alle misure repressive, il Questore ha delegato all’Ufficio Immigrazione l’avvio di procedure urgenti per la revoca del permesso di soggiorno nei confronti del 24enne e del 41enne.
Per il 38enne, risultato in situazione di irregolarità sul territorio nazionale, sono state avviate le complesse procedure di espulsione, con implicazioni di natura amministrativa e legale che richiedono un’attenta valutazione delle condizioni e dei diritti dell’interessato, nel rispetto delle normative internazionali e comunitarie in materia di immigrazione.
L’episodio solleva interrogativi sulla gestione dei flussi migratori, l’integrazione sociale e l’efficacia delle politiche di prevenzione della criminalità, richiedendo un’azione sinergica tra forze dell’ordine, servizi sociali e istituzioni locali.







