Rapina a Padova: due minorenni indagati, interrogativi sulla marginalità.

Un episodio di violenza che solleva interrogativi complessi sulla marginalità giovanile, la sicurezza urbana e le strategie di prevenzione: questo è il quadro che emerge da una rapina avvenuta a Padova, che ha visto coinvolti due adolescenti di 16 e 14 anni.
La vicenda, consumatasi in via Eremitani la sera di sabato 27, ha visto la vittima, un tredicenne, aggredito e derubato del suo iPhone 15 da parte dei due minorenni di origine tunisina, in sella a un monopattino.
L’aggressione, caratterizzata da calci e pugni, ha lasciato la vittima sotto shock e ha rapidamente allertato le forze dell’ordine.
L’intervento tempestivo degli agenti di Polizia, impegnati nel controllo del territorio in zona stazione, si è rivelato cruciale.
Grazie alle testimonianze di altri giovani presenti e alla rapidità nella trasmissione delle informazioni via radio, il 16enne è stato individuato poco dopo in piazzale stazione.

Durante il controllo, si è riscontrato in suo possesso uno smartphone di cui non era in grado di giustificare la provenienza, elemento che ha rafforzato i sospetti e portato al suo accompagnamento in questura.
Successivamente, verso le 21.30, anche il 14enne si è costituito, accompagnato dal padre, gesto che potrebbe indicare una presa di coscienza o una pressione familiare.

La Procura per i minorenni di Venezia ha formalmente avviato le indagini nei confronti dei due minori, formulando l’ipotesi di rapina aggravata commessa in concorso.

Pur essendo stati indagati in stato di libertà, l’accaduto evidenzia una dinamica preoccupante che va oltre la semplice commissione di un furto.

Le due figure, con precedenti specifici per reati contro il patrimonio nel caso del 16enne, sono state riaffidate rispettivamente alla comunità di accoglienza e alla tutela paterna, ma l’episodio pone interrogativi sulle condizioni sociali che hanno portato a questo gesto violento e sull’efficacia dei sistemi di supporto e di reinserimento.

Il Questore Marco Odorisio ha risposto all’accaduto con l’emissione di un Daspo urbano triennale per entrambi i minorenni, valido per tutti gli esercizi pubblici e i locali di intrattenimento nella zona della stazione ferroviaria, corso del Popolo, corso Garibaldi e piazza Eremitani.
Questa misura, volta a prevenire ulteriori comportamenti scorretti e a rafforzare la sicurezza nella zona, si inserisce in un contesto più ampio di interventi di prevenzione personale nei confronti dei minori, con ben 132 misure già adottate dall’inizio dell’anno a Padova.
L’episodio solleva quindi la necessità di un approccio integrato, che coinvolga istituzioni, servizi sociali, scuole e famiglie, per affrontare le cause profonde della marginalità giovanile e promuovere un percorso di crescita positiva per i minori a rischio, garantendo al contempo la sicurezza e la vivibilità del territorio.

L’incidente sottolinea inoltre l’importanza di un controllo del territorio più mirato e di una maggiore attenzione ai fenomeni di devianza minorile, in grado di intercettare precocemente i segnali di disagio e offrire alternative costruttive.

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