Sciopero a Marghera: CGIL chiede futuro e AI per il territorio.

Un fiume umano, composto da circa quattromila lavoratrici e lavoratori, cittadini e cittadine, ha attraversato questa mattina le vie di Mestre, culminando in un corteo vibrante in piazza Mercato a Marghera, sede di conclusione dello sciopero indetto dalla CGIL.

La manifestazione, a cui hanno aderito tutte le categorie sindacali, ha visto la partecipazione attiva di giovani e studenti, un segnale di continuità generazionale nella rivendicazione di diritti e di un futuro più equo.
La scelta di Marghera come punto focale non è casuale, ma carica di significato simbolico e programmatico.
Secondo Daniele Giordano, segretario generale CGIL Venezia, l’abbandono progressivo del tessuto produttivo locale rappresenta una delle cause strutturali dell’impoverimento economico e sociale del territorio.

Questa erosione è alimentata da un deficit politico marcato: l’assenza di una visione strategica a lungo termine, la mancanza di politiche industriali mirate a stimolare lo sviluppo dell’area metropolitana e la proliferazione di un turismo spesso incontrollato e impattante, che non genera ricchezza diffusa ma favorisce distorsioni del mercato del lavoro.

La conseguente fuga di cervelli, soprattutto tra i giovani, è una perdita irreparabile di capitale umano e di potenziale innovativo.

Proprio per contrastare questo declino, la CGIL ha promosso l’ambiziosa candidatura di Marghera a polo europeo dell’intelligenza artificiale.

Un’iniziativa lungimirante che intende valorizzare le competenze specialistiche, le infrastrutture tecnologiche esistenti e le opportunità di sviluppo ancora inespresse del territorio.

Non si tratta semplicemente di attrarre investimenti esteri, ma di costruire un ecosistema locale di innovazione, capace di generare occupazione qualificata e di rafforzare la competitività del sistema Italia nel panorama globale.

Il quadro economico nazionale, tuttavia, presenta criticità che aggravano ulteriormente la situazione.
Giordano denuncia come, negli ultimi anni, l’aumento dell’inflazione, unitamente all’effetto del cosiddetto “fiscal drag”, abbia consentito al governo di prelevare ingenti somme attraverso la tassazione su lavoratori e pensionati.

Queste risorse, anziché essere reinvestite in politiche sociali ed economiche a sostegno del Paese, sono state in gran parte destinate a condoni fiscali e a finanziamenti per l’industria bellica, scelte che compromettono la sostenibilità del sistema pensionistico e la capacità di redistribuzione della ricchezza.
La CGIL rivendica quindi l’urgente necessità di impiegare queste risorse per il rinnovo dei contratti collettivi, per contrastare la perdita di potere d’acquisto delle famiglie, per la rivalutazione delle pensioni e per il potenziamento dei servizi essenziali di cui la cittadinanza necessita.

Si tratta di una battaglia per la giustizia sociale, per la dignità del lavoro e per la costruzione di un futuro più prospero e inclusivo per tutti.
La manifestazione a Marghera è un monito e una proposta: un invito a ripensare il modello di sviluppo del territorio e a investire nelle persone, per un’Italia più giusta, equa e competitiva.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap