Smantellata banda di ladri transnazionale: arrestati a Pordenone

Il pordenonese è stato teatro della disarticolazione di un’organizzazione criminale transnazionale specializzata in furti in abitazione, grazie a un’operazione congiunta tra la Squadra Mobile di Padova e la Questura di Pordenone.

L’arresto dei quattro cittadini albanesi, due dei quali latitanti, pone fine a una lunga attività illecita che ha destabilizzato la sicurezza di numerose province venete, in particolare quella euganea, generando un diffuso senso di allarme nella popolazione.

La rete criminale, operante da tempo nel Triveneto, si era radicata nel territorio pordenonese, gestendo un sofisticato sistema logistico per la pianificazione e l’esecuzione dei furti.

L’appartamento, recentemente affittato, fungeva da base operativa, deposito sicuro del bottino e punto di transito per i beni illecitamente acquisiti.
La perquisizione ha permesso di recuperare un ingente quantitativo di refusi: gioielli, orologi di valore, monili in oro e contanti per un valore complessivo stimato in circa 200.000 euro.
L’azione di polizia, preceduta da un’approfondita attività di investigazione, ha avuto origine dall’analisi dei riscontri emersi a seguito di una serie di furti perpetrati nelle province venete.
Gli investigatori hanno concentrato l’attenzione su un veicolo di elevate prestazioni, intestato a un prestanome, individuandolo come elemento chiave nella catena delle azioni criminali.

Tracciando i percorsi stradali utilizzati, spesso su strade secondarie e poco trafficate, gli agenti sono riusciti a localizzare la base logistica.

La successiva operazione, coordinata dalla Procura euganea e attuata con la massima discrezione per evitare fughe, ha visto l’impiego di una quindicina di agenti che hanno circondato l’appartamento.

L’irruzione ha sorpreso i malviventi al loro rientro da tre furti e due tentativi, interrompendo la loro attività.

Uno dei soggetti, dimostrando una pregressa pianificazione per un’eventuale fuga, aveva addirittura spostato il letto per agevolare l’accesso a una finestra.
I quattro arrestati presentano un quadro di problematicità sociale e criminalità variegato.

Il più giovane, 25enne arrivato in Italia nel 2018, risultava privo di precedenti penali, ma con una residenza fittizia.

Il 35enne, presente sul territorio dal 2005, aveva già subito arresti per furti e possesso di arnesi da scasso.
Un altro, di 34 anni, era già noto alle autorità per furti in appartamento, ed era destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Procura di Teramo.

Infine, il quarto, di 36 anni, vantava una lunga storia di arresti per furti in abitazione ed era ricercato per espiare una condanna a due anni e mezzo, derivante da una quarantina di episodi simili commessi nel Triveneto nel 2021.
L’azione congiunta delle forze dell’ordine segna un passo significativo nella lotta alla criminalità organizzata e nel ripristino della sicurezza percepita nella regione.

I detenuti sono attualmente al carcere di Pordenone, in attesa di giudizio.

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