Ventuno esemplari di tarantole, provenienti da un sequestro giudiziario, hanno trovato una nuova dimora presso il parco Natura Viva di Bussolengo (Verona), affidati a un programma di cura specialistico.
Questo significativo afflusso arricchisce la biodiversità del parco, accogliendo individui appartenenti a sette specie diverse, tutte considerate non pericolose per l’uomo.
Tra queste, spicca la *Brachypelma rudis*, la tarantola dalle zampe rosse del Messico, una specie classificata come “vulnerabile” dalla Lista Rossa IUCN, testimonianza della sua crescente fragilità in natura.
La sua capacità di difendersi, rilasciando peli urticanti dall’addome in risposta a una minaccia percepita, è un meccanismo di sopravvivenza affascinante, e spesso frainteso.
Questi aracnidi, nativi di regioni geografiche disparate – Messico, Brasile, America Centrale e Africa – sono stati accolti nella neonata “Spider House”, un ambiente attentamente progettato per replicare le condizioni ecologiche ottimali per ciascuna specie.
Temperatura, umidità, illuminazione e la presenza di rifugi specifici sono stati calibrati con precisione, riflettendo un impegno profondo verso il benessere animale e la conservazione della biodiversità.
Il momento dell’anno si presta a un’importante riflessione: superare le percezioni negative e il timore irrazionale che spesso circondano questi animali.
Il parco Natura Viva lancia un appello al pubblico, invitando a considerare le tarantole non come creature spaventose, ma come parte integrante e preziosa degli ecosistemi.
Riconoscere il loro ruolo ecologico, spesso cruciale nella regolazione delle popolazioni di insetti, può favorire un apprezzamento più profondo.
La situazione di molte specie di tarantole è tutt’altro che rosea.
Il commercio illegale di animali selvatici rappresenta una minaccia costante, alimentato dalla domanda di questi aracnidi come animali da compagnia o oggetti di collezionismo.
Questa pratica insostenibile depaupera le popolazioni naturali, compromettendone la resilienza genetica e la capacità di riproduzione.
A questo si aggiunge la crescente distruzione e frammentazione degli habitat, causata dall’espansione agricola, dall’urbanizzazione e dall’estrazione di risorse naturali.
La perdita di habitat isola le popolazioni, limitando la diversità genetica e aumentando la vulnerabilità a malattie e cambiamenti climatici.
La comprensione del ruolo ecologico delle tarantole è fondamentale per promuovere la conservazione.
Queste creature sono predatori notturni che contribuiscono a mantenere l’equilibrio degli ecosistemi, controllando le popolazioni di insetti, alcuni dei quali possono essere dannosi per l’agricoltura o trasmettere malattie.
La loro presenza indica un ecosistema sano e funzionante.
Combattere i falsi miti e le paure infondate che alimentano il commercio illegale e la distruzione degli habitat è altrettanto importante quanto l’impegno diretto nella protezione delle specie.
Sensibilizzare il pubblico, promuovere la ricerca scientifica e sostenere iniziative di conservazione sono passi essenziali per garantire un futuro sostenibile per le tarantole e per gli ecosistemi che abitano.








