La notte di Capodanno ha illuminato il Polo Confortini dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona con un atto di speranza: un trapianto di fegato eseguito con successo, siglando un inizio d’anno denso di significato.
L’intervento, diretto dall’équipe guidata dal dottor Amedeo Carraro, ha richiesto un impegno intenso, protrattosi dal primo pomeriggio fino all’alba del nuovo anno.
Il paziente, ora avviato verso la delicata fase post-operatoria, rappresenta una testimonianza tangibile della complessità e dell’importanza di questo gesto medico straordinario.
Il 2024 si è concluso a Verona con un bilancio di 67 trapianti di fegato, un dato che riflette un costante impegno nella cura e nella ricerca, superando il numero di interventi dell’anno precedente di due unità.
Questo risultato, come sottolinea il dottor Carraro, non è il frutto di un’iniziativa isolata, bensì il prodotto di una rete collaborativa complessa e multidisciplinare.
La sua efficacia si basa sulla sinergia tra diverse figure professionali, ognuna con un ruolo cruciale: gli anestesisti, pilastri nel garantire la stabilità del paziente durante l’intervento; i team di procurement, responsabili dell’acquisizione e della preservazione degli organi; gli epatologi, specialisti nel trattamento delle patologie del fegato; i radiologi, che forniscono immagini diagnostiche fondamentali per la pianificazione e l’esecuzione dell’intervento; gli infermieri, attenti al benessere e alla sicurezza del paziente; il Suem 118, garante del trasporto e dell’assistenza pre- e post-operatoria; e, non ultimo, il sistema organizzativo trapianti, che coordina e gestisce l’intero processo.
Tuttavia, al di là dell’ingegno medico e dell’organizzazione impeccabile, si erge un riconoscimento imprescindibile: un profondo e sentito ringraziamento alle famiglie dei donatori.
La loro decisione altruistica, compiuta nel momento di massima difficoltà e dolore, ha offerto una seconda opportunità di vita a un individuo affetto da una patologia grave.
Il gesto di donazione rappresenta un atto di straordinaria generosità che trascende il valore materiale e si eleva a simbolo di speranza, solidarietà e umanità.
Esso testimonia la capacità dell’uomo di superare l’egoismo e di abbracciare un ideale di condivisione e di compassione, offrendo un futuro a chi ne ha disperatamente bisogno.
Il successo di un trapianto non è solamente una vittoria medica, ma un trionfo di valori umani.






