Le indagini della Divisione Investigazione Generale e Operazioni Speciali di Verona si concentrano sull’identificazione degli autori di due episodi distinti, ma collegati dalla loro concomitanza temporale e dall’utilizzo di una vernice verde a basso costo, avvenuti alla vigilia del Natale.
L’atto vandalico ha colpito simboli di rilevanza storica e identitaria per la città: i leoni di pietra, custodi silenziosi all’ingresso della Basilica di San Zeno, uno dei più significativi esempi di architettura romanica veneta, e il monumento dedicato al Bersagliere, figura evocativa del servizio militare e del sacrificio per la patria.
La scritta “Free Gaza”, affiancata agli imbrattamenti sui leoni, suggerisce un intento comunicativo politico, sebbene l’interpretazione di tale messaggio necessiti di un’analisi più approfondita nel contesto generale delle dinamiche sociali e culturali attuali.
L’approccio investigativo privilegia l’esame scrupoloso dei flussi di immagini registrati dalle telecamere di sorveglianza presenti nella zona, con l’obiettivo di ricostruire la sequenza degli eventi, individuare i soggetti coinvolti e accertare eventuali complicità.
Le indagini non escludono, al momento, alcuna ipotesi, compresa quella di un’azione coordinata o di atti isolati compiuti da individui con motivazioni diverse.
Le prime ricostruzioni degli eventi suggeriscono una possibile origine esterna all’ambiente veronese.
L’ipotesi più accreditata è quella di un’azione deliberata e pianificata da gruppi di street artist, noti anche come writers, provenienti da altre regioni italiane.
Questa interpretazione si basa sulla professionalità e sull’abilità tecnica dimostrata nell’esecuzione degli imbrattamenti, elementi tipici della cultura underground degli street artists, spesso animati da una forte ricerca di visibilità e riconoscimento all’interno della propria comunità.
Tuttavia, l’associazione della scritta “Free Gaza” all’atto vandalico solleva interrogativi sulla possibile commistione tra espressione artistica e attivismo politico.
L’attuale conflitto israelo-palestinese, con le sue implicazioni umanitarie e geopolitiche, ha acceso dibattiti e mobilitazioni in tutto il mondo, e non è escluso che gli autori degli imbrattamenti abbiano inteso utilizzare l’atto vandalico come forma di protesta o di denuncia.
L’azione, perpetrata in un momento di particolare significato religioso e sociale come la vigilia di Natale, potrebbe inoltre essere stata calcolata per massimizzare l’impatto mediatico e generare un senso di shock e indignazione nella collettività.
La scelta dei simboli colpiti – la Basilica di San Zeno, icona del patrimonio culturale veronese, e il monumento al Bersagliere, espressione di valori militari e patriottici – suggerisce una volontà di colpire elementi centrali dell’identità cittadina.
Le indagini proseguono a ritmo serrato, con l’obiettivo di chiarire il movente dell’azione, identificare i responsabili e quantificare i danni materiali e d’immagine arrecati alla città.
La collaborazione con altre forze dell’ordine e con specialisti della cultura underground sarà fondamentale per ricostruire la rete di relazioni e le dinamiche che hanno portato a questo atto vandalico.

