Venezia si costituisce parte civile nell’inchiesta Palude

Il Comune di Venezia e la Città Metropolitana, rappresentati dal legale Vittorio Manes, hanno formalmente richiesto l’ammissione come parte civile nel complesso procedimento giudiziario derivante dall’inchiesta “Palude”, che vede coinvolto il sindaco Luigi Brugnaro e un ventiseiesimo imputato.

La richiesta, con un ammontare complessivo di 8 milioni di euro a titolo di risarcimento, emerge durante l’udienza preliminare dinanzi al giudice preliminare Andrea Innocenti, segnando una fase cruciale nello sviluppo del caso.
Oltre all’amministrazione comunale, diverse entità hanno manifestato l’intenzione di costituirsi parte civile: Avm/Actv, gestore del trasporto pubblico veneziano; l’associazione Libera, impegnata nella lotta alla criminalità organizzata; la Cgil di Venezia, rappresentante sindacale dei lavoratori; e l’associazione Amici del parco, focalizzata sulla tutela del patrimonio ambientale.

La decisione finale sull’ammissibilità di queste richieste è rinviata al 23 gennaio, data in cui si riaprirà l’udienza, su istanza delle difese che necessitano di tempo supplementare per analizzare e comprendere a fondo le complesse argomentazioni e la documentazione presentate dai legali delle parti civili.
Questo rinvio sottolinea la delicatezza e la portata dell’indagine, che coinvolge interessi pubblici di notevole rilevanza.
Parallelamente, si è distinta una sezione specifica del procedimento, riguardante l’imprenditore Fabrizio Ormenese.
Ormenese, precedentemente condannato con patteggiamento a due anni e nove mesi di reclusione, ha stipulato un ulteriore accordo con la Procura di Venezia, proseguendo così il percorso di collaborazione.

La sua posizione, insieme a quella della società Esa 2000, anch’essa interessata a un patteggiamento, sarà valutata dalla giudice Claudia Ardita in una data successiva.

Anche per altri sei individui, tra cui l’ex assessore Renato Boraso, è previsto un pronunciamento da parte della giudice il 22 dicembre, in relazione all’accordo raggiunto con i magistrati Federica Baccaglini e Roberto Terzo.

Queste separazioni procedurali evidenziano la complessità del caso e la necessità di gestirne le varie componenti in modo differenziato.
Il legale Alessandro Rampinelli, difensore del sindaco Brugnaro, ha espresso pubblicamente la speranza di ottenere un proscioglimento nel corso dell’udienza preliminare, sottolineando la solidità delle difese e la mancanza di elementi probatori a carico del suo assistito.

Il sindaco Brugnaro, in una dichiarazione successiva, ha evitato di dichiararsi formalmente innocente, preferendo affermare di essere “innocente”, confermando la sua condizione di persona che si professa conforme alla legalità, ribadendo di essere semplicemente ciò che è, un’affermazione che implica un rifiuto di una dichiarazione di colpevolezza e un’affermazione di adesione a un ideale di trasparenza.

Questo approccio comunicativo riflette la volontà di non pregiudicare le indagini in corso e di lasciare spazio alla valutazione imparziale dei fatti da parte dell’autorità giudiziaria.

L’inchiesta Palude, con le sue ramificazioni e i suoi sviluppi, continua ad essere un evento di grande rilevanza per la città di Venezia e per il dibattito pubblico sulla legalità e la trasparenza nella pubblica amministrazione.

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