Venezia si presenta oggi come un banco di prova cruciale, un caso studio globale che interroga la possibilità stessa di conciliare turismo di massa, qualità della vita per i residenti, tutela del patrimonio culturale e rigenerazione urbana, ponendo al centro la resilienza ambientale e sociale.
Questo è il cuore del messaggio lanciato dall’assessore all’Ambiente, Massimiliano De Martin, durante la conferenza internazionale dedicata al “Turismo Smart e Sostenibile” nell’ambito della Biennale della Sostenibilità 2025.
Il 2024 ha segnato un punto di svolta per il Veneto, con un’impennata nelle presenze turistiche – oltre 21 milioni di arrivi e 73 milioni di presenze – che evidenzia la vitalità economica della regione, ma anche l’urgenza di gestire i flussi in modo responsabile.
Il centro storico di Venezia, in particolare, si trova a convivere quotidianamente con una popolazione fluttuante che raggiunge una media di 170.000 persone al giorno.
Questo dato, che include residenti, lavoratori, turisti e “city users” (individui presenti per motivi lavorativi, studio, sanità o eventi), rivela la complessità della sfida: come offrire un’esperienza autentica ai visitatori senza compromettere la vita quotidiana e l’ecosistema lagunare, un ambiente fragile e di inestimabile valore?Venezia non si è arresa di fronte a questa complessità, ma si è trasformata in un laboratorio internazionale di politiche innovative.
Il sistema di prenotazione e contributo d’accesso giornaliero per i visitatori, un primato mondiale applicato a un sito UNESCO, rappresenta un tentativo concreto di regolamentare i flussi turistici.
L’utilizzo strategico di big data, telecamere intelligenti e sensori fornisce dati in tempo reale su presenze, movimenti e impatti, permettendo un adattamento dinamico delle politiche.
L’estensione del sistema di prenotazione a 54 giornate ad alta domanda, durante la stagione turistica, testimonia l’impegno a contenere i picchi di affluenza.
A oggi, oltre 723.000 visitatori hanno contribuito con circa 5,4 milioni di euro, risorse destinate alla salvaguardia del territorio e al miglioramento della qualità della vita.
Il divieto di grandi navi da crociera, un passo storico per proteggere la laguna, e le limitazioni per i gruppi turistici organizzati, sono ulteriori segnali di una gestione più responsabile.
Il Mose, l’opera ingegneristica volta a proteggere la città dalle acque alte, non è solo una difesa fisica, ma anche un simbolo della capacità di Venezia di adattarsi e di resistere alle sfide ambientali, garantendo la continuità della vita economica e culturale.
È fondamentale sottolineare che l’economia veneziana non si fonda unicamente sul turismo.
L’area industriale di Porto Marghera rappresenta un motore economico cruciale, con 910 aziende, 11.000 addetti diretti e un indotto di circa 10.000 lavoratori, generando un fatturato di 27 miliardi di euro.
La spesa turistica complessiva, quantificata in circa 2 miliardi di euro, integra questa realtà complessa, comprendendo ristorazione, trasporti e alloggi.
Le soluzioni adottate a Venezia, spesso all’avanguardia, stanno suscitando l’interesse di altre città europee e internazionali, dimostrando che il turismo smart e sostenibile non è un optional, ma una necessità impellente per la sopravvivenza dei centri storici.
La Fondazione Venezia Capitale della Sostenibilità si pone come un ponte tra la città lagunare e il mondo, offrendo la propria esperienza per affrontare le sfide globali attraverso progetti di pianificazione a livello locale e internazionale.
Il messaggio dell’assessore De Martin, a nome del sindaco Luigi Brugnaro e dell’amministrazione comunale, è chiaro: Venezia si mette a disposizione del mondo per costruire un futuro più sostenibile per le nostre città.

