L’istanza avanzata dal Presidente del Veneto, Luca Zaia, si configura come un’urgente richiesta di equità istituzionale e di visione strategica per il futuro del Paese, innescata dalla discussione sulla riforma costituzionale riguardante Roma Capitale.
Piuttosto che una semplice reazione, l’appello si eleva a una proposta di revisione di un paradigma che, storicamente, ha relegato in secondo piano un patrimonio culturale e un’identità imprescindibili per l’Italia.
La riforma in esame, che mira a rafforzare le autonomie, offre un’opportunità irripetibile per superare una logica centralistica che rischia di erodere il capitale identitario nazionale.
Concentrarsi esclusivamente su Roma, pur nel suo ruolo di capitale storica e politica, significa ignorare la pluralità di eccellenze che costellano il territorio italiano.
Venezia, in particolare, non è semplicemente una città, ma un organismo vivente, un complesso e fragile, un ecosistema unico al mondo dove storia, arte, economia e ambiente si intrecciano in una rete inestricabile.
L’inclusione di un riconoscimento costituzionale per Venezia non si limita a una questione di orgoglio regionale, ma si traduce in un imperativo per la salvaguardia di un bene comune dell’umanità.
La città lagunare, con la sua architettura medievale, i suoi canali, la sua tradizione artigianale e la sua vivacità culturale, rappresenta un laboratorio di resilienza, un esempio di come l’uomo possa convivere con la natura, seppur in una sfida costante.
La sua fragilità, acuita dai cambiamenti climatici e dal turismo di massa, richiede un quadro normativo specifico che ne garantisca la protezione, promuovendone al contempo lo sviluppo sostenibile.
Un riconoscimento costituzionale potrebbe innescare un meccanismo di finanziamenti mirati, la creazione di istituzioni specializzate e la promozione di politiche di gestione del territorio innovative.
Inoltre, la valorizzazione di Venezia potrebbe fungere da modello per altre città d’arte e centri storici italiani, stimolando una riflessione più ampia sul ruolo delle autonomie locali nella tutela del patrimonio culturale e nella promozione di un turismo responsabile.
L’appello di Zaia, quindi, non è un semplice auspicio, ma una chiamata alla responsabilità, un invito a riscrivere le regole del gioco per un futuro in cui l’identità italiana sia finalmente rappresentata nella sua piena e variegata complessità.
Il dibattito costituzionale in atto offre la possibilità di segnare una svolta epocale, un’occasione per dare voce a un’eredità millenaria che merita di essere riconosciuta e protetta con la stessa cura e attenzione riservata al cuore pulsante della Capitale.