La sacralità del luogo, fulcro di fede e raccoglimento, si è trasformata in scenario di un confronto acceso, un crocevia di valori che hanno investito la chiesa di San Nicolò all’Arena, a Verona.
Un gruppo di attivisti di Centopercentoanimalisti, agendo con una strategia dirompente, ha fatto irruzione nel tempio, travestiti da monaci, portando con sé un cartello in lingua inglese che proclamava esplicitamente “Jesus loved Animals”.
L’azione, mirata a denunciare la recente decisione del parroco di vietare l’accesso ai cani, si configura come una riaffermazione di un principio etico: l’inclusione degli animali nel perimetro della compassione e del rispetto religioso.
La motivazione del divieto pastorale, pur comprensibile alla luce di episodi di comportamento inadeguato da parte di alcuni proprietari, ha generato un’onda di disappunto e risentimento nel mondo animalista, che vede nella restrizione un’esclusione ingiustificata e potenzialmente discriminatoria.
La decisione del parroco, sebbene volta a tutelare la dignità del luogo sacro, solleva interrogativi più ampi sulla relazione tra fede, responsabilità sociale e il ruolo degli animali nel tessuto culturale e spirituale contemporaneo.
L’azione degli attivisti, con la sua teatralità e la sua carica simbolica, ha amplificato la tensione latente.
Un diacono, nel tentativo di rimuovere il cartello, ha involontariamente contribuito ad esacerbare la situazione, culminando nell’intervento delle forze dell’ordine.
La presenza delle Volanti della Polizia di Stato ha sancito la necessità di mediare un confronto apparentemente inconciliabile.
L’episodio non è un evento isolato.
Precedentemente, un altro gesto di protesta, l’affissione di uno striscione davanti alla chiesa, aveva prefigurato la escalation del conflitto.
Questo susseguirsi di manifestazioni testimonia una crescente sensibilità verso i diritti degli animali e un desiderio di ridefinire i confini del sacro, promuovendo un’etica che estenda la cura e la compassione a tutte le creature viventi.
La vicenda di San Nicolò all’Arena si pone quindi come un microcosmo di un dibattito più ampio, che interroga la nostra comprensione della fede, del rispetto e del nostro rapporto con il mondo animale.







