Addio ad Augusto Gentili, maestro dell’arte veneziana.

La scomparsa di Augusto Gentili, avvenuta all’età di 82 anni, lascia un vuoto incolmabile nel panorama degli studi sull’arte veneziana del Cinquecento.
Storico dell’arte di riconosciuta eccellenza, Gentili ha incarnato una figura intellettuale rara, unendo erudizione rigorosa a una profonda sensibilità estetica, come egli stesso amava definire nella sua modestia.
La sua eredità intellettuale si estende per decenni di ricerca appassionata e innovativa, lasciando un’impronta indelebile nell’interpretazione del Rinascimento veneziano e della sua complessa rete di influenze culturali e sociali.

La sua carriera accademica, costellata di incarichi prestigiosi presso l’Università La Sapienza di Roma (1983-1997) e l’Università Ca’ Foscari di Venezia (1998-2013), riflette un impegno costante verso la trasmissione del sapere e la formazione di nuove generazioni di studiosi.
Il suo approccio multidisciplinare, che integrava iconologia contestuale, analisi formale e riflessioni metodologiche, ha contribuito a rinnovare radicalmente la storia della pittura veneziana.

Gentili non si limitava a descrivere opere d’arte, ma ne indagava il significato profondo, ancorandole a un contesto storico, religioso e politico ben definito.
Tra le sue opere più significative, spiccano gli studi su Carpaccio, Lorenzo Lotto e, soprattutto, Tiziano.

La monografia su Tiziano (Milano 2012), aggiornata e ampliata con il volume “Tiziano.
La sensualità del colore” (Firenze 2023), rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per chiunque voglia approfondire la conoscenza dell’opera del grande pittore.
Gentili ha saputo cogliere la complessità del suo linguaggio, rivelando la sua capacità di sintetizzare erotismo, virtuosismo tecnico e profonda umanità.
Il volume “Da Tiziano a Tiziano” (Milano) ha inoltre illuminato le prime fasi del percorso artistico del pittore, evidenziando l’influenza della cultura mitologica e la ricerca di una propria identità stilistica.

Fondamentale è anche il contributo di Gentili alla critica del dettaglio, un approccio inaugurato con la raccolta “La bilancia dell’arcangelo.

Vedere i dettagli nella pittura veneziana del Cinquecento” (Roma 2009).

Questo lavoro ha evidenziato come l’osservazione attenta e la comprensione dei minimi particolari potessero svelare significati nascosti e arricchire la nostra esperienza estetica.
La rivista “Venezia ‘500”, da lui fondata, diretta e curata per ben venticinque anni (1991-2015), ha rappresentato un vero e proprio laboratorio di idee, un luogo di incontro e di scambio per studiosi e appassionati.
Il suo ultimo scritto, dedicato a “La pittura infinita di Tiziano” e pubblicato nel catalogo della mostra “Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva” (Roma 2026), testimonia il suo costante impegno nella ricerca e nell’interpretazione dell’arte veneziana.

Gli studenti e i colleghi che lo hanno conosciuto lo ricordano con affetto e ammirazione per la sua straordinaria capacità di trasmissione del sapere, per il suo rigore metodologico e per la sua profonda umanità.
Augusto Gentili non è stato solo un maestro, ma una guida nella ricerca di senso e significato, un punto di riferimento imprescindibile per chiunque si avvicini all’arte veneziana del Cinquecento.

La sua eredità intellettuale continuerà a ispirare nuove generazioni di studiosi e ad arricchire la nostra comprensione del Rinascimento.

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