venerdì 29 Agosto 2025
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Audiovisivo italiano: un motore economico da 12 miliardi

Il settore audiovisivo italiano si configura come un pilastro fondamentale dell’economia nazionale, generando ricavi complessivi stimati in circa dodici miliardi di euro e impiegando un esercito di oltre 124.000 professionisti.
Un’industria vibrante, capace di proiettare l’Italia tra le cinque principali potenze produttrici a livello europeo e tra i primi dieci a livello globale, un posizionamento strategico che testimonia la sua capacità di competere in un mercato sempre più complesso e globalizzato.
La forza propulsiva di questo settore risiede nella sua capacità di generare un circolo virtuoso di investimenti e opportunità.
Aziende leader del panorama audiovisivo italiano, con ingenti capitali dedicati alla produzione di film e serie televisive, superano annualmente i 400 milioni di euro, creando un effetto moltiplicatore che si traduce in oltre 100.000 contratti di lavoro e stimolando la crescita di produzioni indipendenti, spesso portatrici di nuove voci e talenti.

L’impegno del Ministero della Cultura si rivela cruciale per sostenere questo ecosistema in continua evoluzione.

Gli investimenti nell’animazione, ad esempio, dimostrano un ritorno economico eccezionale, con un incremento di ben 7,14 volte l’investimento iniziale, a testimonianza dell’efficacia delle politiche di incentivazione.
Iniziative come la campagna “Cinema Revolution” hanno innescato una ripresa significativa del pubblico cinematografico, con un aumento delle presenze del 6,2% rispetto al 2022 e un impressionante +17,8% rispetto al 2021, superando di quasi il 20% i livelli pre-pandemici.

L’impatto economico e culturale delle produzioni audiovisive non si limita al contesto urbano, ma si estende a tutto il territorio nazionale.
Il cosiddetto “White Lotus Effect”, che ha catalizzato l’attenzione internazionale su Taormina, è solo un esempio di come le riprese cinematografiche possano generare un indotto significativo in termini di turismo, promozione del territorio e creazione di opportunità di lavoro.
Analogamente, produzioni indipendenti come “Vermiglio”, ambientato in Trentino, hanno contribuito a rivitalizzare economicamente le comunità locali durante le fasi di lavorazione.

Guardando al futuro, il Ministero della Cultura rivendica con forza la necessità di un impegno continuo e incrementale da parte dell’Unione Europea.
La recente proposta di Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, con il raddoppio della dotazione dedicata a cultura e media, rappresenta un segnale positivo.
Il MiC propone strategicamente l’attivazione di un Fondo di coproduzione europeo, un potenziamento delle linee di intervento a supporto della distribuzione internazionale, un incremento delle risorse destinate alle sale cinematografiche e l’ottimizzazione degli strumenti di accesso al credito, riconoscendo che la prosperità del settore audiovisivo italiano è intrinsecamente legata alla sua capacità di espandersi oltre i confini nazionali e di collaborare con altri operatori europei.
Questo approccio olistico mira a consolidare il ruolo dell’Italia come forza trainante nel panorama culturale e creativo europeo e mondiale.

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