Il Teatro La Fenice ha inaugurato il 2026 con un concerto di Capodanno intriso di storia e musica, un evento che ha saputo coniugare tradizione, talento e un sottile, ma significativo, dissenso.
Sotto la bacchetta del maestro Michele Mariotti, direttore musicale del Teatro dell’Opera di Roma, l’orchestra, il coro e la platea hanno risuonato di arie e sinfonie di alcuni dei più grandi compositori italiani: Puccini, Verdi, Rossini, Bellini, Ponchielli e Mascagni.
L’appuntamento, accolto dal Sovrintendente Nicola Colabianchi e seguito dal Sindaco Luigi Brugnaro, in compagnia del Sottosegretario al Ministero della Cultura Gianmarco Mazzi, ha rappresentato un momento di celebrazione, ma anche un’occasione per manifestare un malcontento latente.
Un gesto simbolico, la spilletta a forma di chiave di violino, indossata da musicisti, coristi e spettatori, ha rappresentato una protesta silenziosa contro la nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale del teatro, decisione presa senza il coinvolgimento e la consultazione delle maestranze, un principio fondamentale per la salvaguardia dell’equilibrio e della qualità del lavoro artistico.
La prima parte del concerto ha offerto un viaggio attraverso le opere più amate del panorama operistico italiano.
Dalle maestose sinfonie di “Semiramide” e “Norma” a frammenti orchestrali di potenza evocativa come l’impetuosa “Tregenda” da “Le Villi” e i “Vespri siciliani” di Verdi, la serata si è configurata come un omaggio alla ricchezza e alla varietà della tradizione musicale italiana.
La seconda parte, trasmessa in diretta su Rai1, ha visto l’esibizione del coro con il toccante “Feste! Pane! Feste!” dalla “Gioconda”, e l’intervento dei solisti Rosa Feola, interprete di “Sombre forêt” dall’opera “Guglielmo Tell”, e Jonathan Tetelman, con l’aria di Grimaldo dalla “Gioconda”.
Il programma ha proseguito con scene iconiche de “Butterfly” di Puccini, tra cui il suggestivo “coro a bocca chiusa” e l’emozionante duetto di Mimì e Rodolfo.
L’intermezzo di “Cavalleria Rusticana” ha fatto da preludio a un gran finale corale, un mosaico di arie immortali: “Nessun dorma” da “Turandot”, “Casta diva” dalla “Norma”, “Va, pensiero, sull’ali dorate” dal “Nabucco” e il brindisi “Libiam ne’ lieti calici” dalla “Traviata”.
A completare l’esperienza musicale, performance di danza eseguite da Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel, affiancati dal corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, con coreografie di Diego Tortelli e costumi creati da Laura Biagiotti, ripresi in scenari suggestivi come il Museo di Palazzo Grimani e gli spazi della Biennale Architettura.
Il concerto, disponibile in differita su Rai5 e trasmesso integralmente su Rai Radio3, ha rappresentato non solo un evento musicale di alto livello, ma anche un momento di riflessione sul valore del dialogo e del rispetto verso gli artisti che animano il panorama culturale italiano.

