L’Accademia di Belle Arti di Venezia inaugura “Cosìfuntutte: Rifrazioni di un’Inganno”, un’installazione audiovisiva digitale immersiva che rielabora in chiave contemporanea la celebre opera di Wolfgang Amadeus Mozart, “Così fan tutte”.
Più che una riproduzione, si tratta di un’esplorazione concettuale, un dialogo tra il genio del compositore austriaco e le potenzialità espressive offerte dalle nuove tecnologie, concepita come un’esperienza sinestetica che coinvolge lo spettatore a un livello profondo.
L’opera, frutto di una ricerca interdisciplinare promossa dall’Accademia, si inserisce nel più ampio progetto “Music Theatre e New Technologies”, un’iniziativa di innovazione finanziata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).
Il progetto, coordinato dal Conservatorio di Musica di Castelfranco Veneto e con la significativa collaborazione dell’Università della Musica Gustav Mahler di Klagenfurt, mira a sviluppare nuove forme di espressione artistica che integrino musica, teatro e tecnologie digitali all’avanguardia.
“Cosìfuntutte: Rifrazioni di un’Inganno” si configura come un ambiente narrativo dinamico, un labirinto sensoriale in cui immagini generate da intelligenza artificiale, paesaggi sonori algoritmici e performance artistiche si fondono e si trasformano costantemente.
L’elemento distintivo dell’installazione risiede nell’uso innovativo dell’archivio storico dell’Accademia.
Un patrimonio di opere, disegni, bozzetti e documenti è stato digitalizzato e utilizzato per addestrare un modello di intelligenza artificiale generativa, un sistema autarchico, non dipendente da infrastrutture cloud esterne, sviluppato con software open source.
Questo approccio consente una maggiore libertà creativa e una gestione etica dei dati, evitando potenziali distorsioni algoritmiche derivanti da training su dataset esterni.
L’esperienza del visitatore è tutt’altro che passiva.
Attraversando le diverse sezioni dell’installazione – spazi che richiamano le dinamiche del gioco amoroso, la fragilità del dubbio, l’illusorietà della finzione e, infine, la possibilità di una riconciliazione – la sua presenza fisica e i suoi movimenti diventano parte integrante della narrazione, influenzando in tempo reale l’evoluzione delle immagini e dei suoni.
Si tratta di una vera e propria danza tra spettatore e opera, un dialogo continuo e imprevedibile.
Oltre all’ambiente immersivo, il progetto “Cosìfuntutte: Rifrazioni di un’Inganno” prevede un ricco programma di performance dal vivo, con la partecipazione di musicisti e sound artists che reinterpretano e ampliano i temi e le suggestioni dell’opera di Mozart.
Gli eventi, ad ingresso libero e con posti limitati, si terranno il 9, 16, 17, 20, 24 e 30 gennaio, offrendo al pubblico diverse prospettive sull’inganno amoroso e sulla sua rappresentazione artistica.
La visione creativa di “Cosìfuntutte: Rifrazioni di un’Inganno” è frutto della collaborazione tra Igor Imhoff, dottorando dell’Accademia e motore propulsore del progetto, il professor Michele Del Prete, direttore scientifico e guida intellettuale, e un team drammaturgico composto dalle professoresse Elena Barbalich e Liliana Fracasso, esperte di teatro e performance studies, e il professor Alessandro Forlani, studioso di musica e nuove tecnologie.
Il progetto sottolinea il valore della ricerca artistica collaborativa e l’importanza di un approccio interdisciplinare per affrontare le sfide dell’innovazione culturale.






