Il Consiglio di Indirizzo della Fondazione Teatro La Fenice ha rilasciato una dichiarazione che testimonia una profonda preoccupazione per le tensioni emergenti all’interno dell’istituzione, pur ribadendo un fermo appoggio alle figure chiave che ne guidano il percorso artistico e amministrativo.
L’attenzione si concentra in particolare sulla figura del Sovrintendente Nicola Colabianchi, recentemente al centro di un’ondata di contestazioni da parte delle rappresentanze sindacali, che ne hanno messo in discussione l’operato, arrivando a richiedere pubblicamente le sue dimissioni.
Il Consiglio, con unanime voto, ha espresso la sua fiducia nel Sovrintendente, riconoscendo la complessità del ruolo e la necessità di un supporto costante in un contesto operativo sempre più articolato.
Parallelamente, la conferma di Beatrice Venezi come Direttore Musicale rappresenta un elemento cruciale per il futuro del teatro, segnando l’inizio di una nuova era che si preannuncia ricca di innovazione e di un profondo rinnovamento dell’identità musicale de La Fenice.
La nomina, accolta con entusiasmo da parte del Consiglio, riflette una visione strategica orientata a valorizzare il patrimonio musicale del teatro e a proiettarlo verso nuovi orizzonti.
Il documento del Consiglio di Indirizzo sottolinea l’importanza del dialogo costruttivo con le organizzazioni sindacali, riconosciuti come interlocutori fondamentali per il benessere dei lavoratori e per la tutela della qualità artistica.
Si auspica pertanto un rapido ritiro dello stato di agitazione in atto, considerandolo un ostacolo alla piena operatività del teatro e un fattore di rischio per la solidità del bilancio.
Il Consiglio evidenzia come la capacità di affrontare le sfide comuni, attraverso un confronto aperto e trasparente, sia essenziale per garantire la sostenibilità a lungo termine del teatro e per salvaguardare il suo ruolo di eccellenza nel panorama culturale nazionale e internazionale.
La vicenda riguardante il tentativo della RSU di comunicare un messaggio prima dell’inaugurazione della Stagione 2025/2026, e la conseguente negazione da parte della Direzione, pone un’ombra sulla libertà di espressione e sul clima di collaborazione all’interno del teatro.
L’atto di dover comunicare fuori dal teatro, evidenzia una frattura che necessita di essere sanata attraverso un percorso di riconciliazione e di ripristino del dialogo.
Questo episodio, lungi dall’essere un mero dettaglio formale, solleva interrogativi più ampi sulla gestione della comunicazione istituzionale e sulla capacità di garantire un ambiente di lavoro inclusivo e rispettoso delle opinioni di tutti i soggetti coinvolti.
La priorità, ora, deve essere quella di superare queste difficoltà e di rafforzare il senso di appartenenza alla comunità del Teatro La Fenice, guardando al futuro con fiducia e determinazione.

