Un Viaggio Sonoro Millenario: La Grotta del Suono al Museo Archeologico del Mare di CaorleIl Museo Nazionale di Archeologia del Mare di Caorle si appresta a diventare il palcoscenico di un’esperienza immersiva e multisensoriale senza precedenti, “La Grotta del Suono – 35.000 anni di note”.
Promossa dalla Direzione Regionale Musei Nazionali Veneto in collaborazione con Tramedistoria Impresa Sociale, questa innovativa installazione, ideata e curata dall’archeologo e musicista Simone Pedron, offre un’occasione unica per esplorare le radici ancestrali della musica e il suo profondo intreccio con la storia dell’umanità e il paesaggio veneto.
Dopo il successo ottenuto a Selva di Cadore, “La Grotta del Suono” si rivela a Caorle per tessere un racconto evocativo, dove il suono non è un mero complemento, ma l’elemento cardine.
Il percorso si propone di decifrare la genesi del linguaggio musicale umano, svelando la sua intima connessione con la natura, il mare e l’evoluzione culturale delle prime comunità.
L’installazione è il culmine di oltre trent’anni di ricerca pionieristica sull’archeologia acustica, un campo di studi che indaga come il suono abbia plasmato le società preistoriche e influenzato la loro percezione del mondo.
Reperti originali, meticolosamente ricostruiti, prendono vita: flauti di osso, fischietti, rombi sonori, tamburi in terracotta, raschiatori e conchiglie trasformate in trombe, tutti capaci di restituire le sonorità caratteristiche del Paleolitico Superiore, del Mesolitico, del Neolitico e dell’Età del Rame.
L’ambiente immersivo è concepito per stimolare tutti i sensi.
Oltre ai suoni in quadrifonia, un’illuminazione calda e profumi naturali evocano ambienti preistorici, trasportando il visitatore in un’epoca remota.
La colonna sonora, registrata nel suggestivo Castello di Andraz, è frutto della collaborazione tra le musiciste Eleonora Demattia e Virginia Salvatore, con la produzione audio di Federico Pelle di The Basement Studio di Vicenza, creando un paesaggio sonoro ricco e complesso.
Un elemento particolarmente significativo sarà il collegamento tematico con il relitto del Mercurio, una nave mercantile di origine veneziana, le cui vestigia sono conservate nel museo.
In alcune giornate, il pubblico avrà l’opportunità di assistere a una performance interpretativa del “sifflet de bosco” – un antico fischietto in osso rinvenuto nel relitto e attualmente esposto – ipotizzando il suo utilizzo da parte del nostromo per impartire comandi a bordo del brigantino militare affondato nel 1812 durante la battaglia di Grado.
Questo collegamento crea un ponte tra l’archeologia preistorica e la storia navale veneziana, offrendo una prospettiva più ampia sull’evoluzione del suono e del suo ruolo nella comunicazione umana, dalla preistoria all’epoca moderna.
L’esperienza, quindi, si configura non solo come un viaggio nel tempo, ma anche come un’indagine sulle molteplici funzioni del suono, dalla sua capacità di evocare emozioni e memorie collettive, alla sua utilità pratica come strumento di comunicazione e orientamento.








