Nuove Prospettive: la Pittura Contemporanea a Bassano del Grappa

La mostra “Le Nuove Prospettive della Pittura Contemporanea”, promossa dalla Fondazione The Bank Ets-Istituto per gli Studi sulla Pittura Contemporanea di Bassano del Grappa (Vicenza) e aperta al pubblico fino all’8 marzo 2026, si configura come un’indagine approfondita e dinamica sul panorama artistico odierno.

Oltre sessanta opere, frutto di acquisizioni recenti che arricchiscono un patrimonio di oltre 1200 unità, offrono un’ampia panoramica di tendenze e approcci nella pittura contemporanea, spaziando da Gonzalo Borondo a He Wei.
L’iniziativa non si limita a una semplice esposizione, ma ambisce a consolidare il ruolo della Fondazione come fulcro di studio, ricerca e promozione della pittura contemporanea, un laboratorio intellettuale che dialoga con l’evoluzione sociale e culturale.

Per il presidente Antonio Menon, l’esposizione incarna un impegno concreto di mecenatismo verso le nuove generazioni di artisti, un atto di responsabilità che va oltre la mera conservazione del patrimonio artistico.
Si tratta di un investimento attivo, di un sostegno essenziale per quei creativi spesso alle prime fasi del loro percorso professionale, spinti dalla necessità di esprimere una visione originale e spesso complessa del mondo.
La mostra intende creare un ecosistema artistico inclusivo, un punto di incontro tra voci emergenti e artisti affermati, un ponte generazionale che superi le barriere temporali e promuova un dialogo fertile tra passato, presente e futuro dell’arte.
L’obiettivo è quello di mettere in luce la vitalità della pittura contemporanea, in particolare quella figurativa, spesso erroneamente relegata a ruolo marginale.

Questa pittura, lungi dall’essere un genere in declino, si rivela capace di una continua metamorfosi, di una reinvenzione costante che la rende attuale e rilevante per il dibattito culturale.

Le opere esposte testimoniano una “rivoluzione silenziosa”, un processo di rinnovamento che si manifesta attraverso linguaggi complessi e spesso allusivi.

La realtà viene filtrata attraverso una lente simbolica, i racconti si dipanano in forme metaforiche non lineari, evocando atmosfere oniriche e surreali.

L’artista non si limita a riprodurre la realtà, ma la interpreta, la decostruisce, la ricompone in una nuova forma espressiva che stimola la riflessione e l’interpretazione dello spettatore.

Si tratta di un’arte che rifiuta la prevedibilità, che sfida le convenzioni, che si fa portavoce di istanze nuove e spesso inespresse.

La mostra, quindi, si presenta come un invito ad esplorare le profondità dell’animo umano, a confrontarsi con la complessità del mondo contemporaneo attraverso il linguaggio universale della pittura.

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