Echi di Antichità: Vibo Valentia Custode di un Tesoro Archeologico RecuperatoUn’operazione congiunta, un intreccio di competenze e un viaggio nel tempo: questi gli ingredienti di una storia che lega Venezia, Torino e Vibo Valentia in un progetto di valorizzazione del patrimonio archeologico italiano.
Dodici reperti archeologici, tra cui un cratere apulo del IV secolo a.
C.
testimone di un passato glorioso e già oggetto di restauro nell’antichità, sono stati ufficialmente restituiti e destinati al Museo archeologico nazionale Vito Capialbi di Vibo Valentia.
Il direttore dei Musei Nazionali calabresi, Fabrizio Sudano, ha sottolineato il legame imprescindibile tra Vibo Valentia e la tutela del patrimonio culturale, evidenziando come la città rappresenti un punto cardine per le operazioni di recupero di beni illecitamente sottratti.
Il cratere, definito un vero e proprio capolavoro, si erge a protagonista di un percorso museale dedicato alla tutela e al recupero.
L’analisi del restauratore ne ha svelato una storia sorprendentemente antica: un primo intervento di restauro risalente al IV secolo a.
C.
, suggerendo un’importanza eccezionale, forse legata a una figura rilevante o alla stessa intrinseca bellezza dell’opera.
Il recupero, frutto di un’attività ispettiva condotta nel corso del 2024, ha portato alla luce un sistema di scavi clandestini e successive cessioni illecite.
Le perquisizioni eseguite a Venezia e Torino, seguite dal dissequestro concesso dall’autorità giudiziaria, culminano in un percorso di valorizzazione deciso dal Ministero della Cultura, che vede Vibo Valentia come destinazione privilegiata.
Un’indagine complessa, coadiuvata da un team di esperti provenienti dalla Soprintendenza Abap di Venezia e Torino, dai Musei Reali di Torino e dall’Avvocatura distrettuale dello Stato, testimonia l’impegno collettivo per la salvaguardia e la promozione del patrimonio culturale italiano.
Il cratere apulo, simbolo di un’antica civiltà, trova ora una nuova casa a Vibo Valentia, pronto a raccontare la sua storia alle future generazioni.

