Nel panorama economico padovano del 2024, le imprese a conduzione straniera rappresentano un capitolo in crescita esponenziale, costituendo l’11,2% del tessuto imprenditoriale provinciale, pari a 9.534 unità.
Questa percentuale incarna un dinamismo significativo, testimoniato da un aumento complessivo del 12,7% rispetto al 2019, un dato che riflette un’evoluzione strutturale del mercato del lavoro locale.
La forza lavoro straniera continua a essere un elemento cruciale per l’economia padovana.
Nel primo semestre del 2025, l’incidenza delle assunzioni di lavoratori stranieri ha raggiunto il 28,6% del totale, corrispondenti a oltre 18.000 posizioni.
Pur evidenziando una lieve flessione dello 0,5% rispetto al semestre precedente, la presenza straniera nel mercato del lavoro locale rimane preponderante, configurandosi come uno dei principali motori di crescita.
Un’analisi più approfondita dei dati, elaborati dall’Ufficio Studi Cna Padova e Rovigo su fonti Veneto Lavoro, rivela una situazione eterogenea a livello territoriale.
I Centri di Processazione delle Imprese (Cpi) di Monselice, Este e Conselve si distinguono per i tassi di sviluppo del mercato del lavoro straniero particolarmente elevati, indicando aree di forte integrazione e crescita occupazionale.
Le performance positive sono ulteriormente sottolineate da incrementi significativi registrati in località come Piove di Sacco, Monselice e Este, mentre alcune aree mostrano contrazioni, come nel caso di Padova stessa.
L’andamento settoriale rivela una ripartizione delle assunzioni che riflette le esigenze specifiche del tessuto produttivo padovano.
I settori che hanno assorbito il maggior numero di lavoratori stranieri nel 2025 sono stati il manifatturiero, l’agricoltura, il commercio e il tempo libero, la logistica e l’ingrosso, e le costruzioni.
In particolare, il settore delle costruzioni ha registrato una crescita notevole (+18,3%), seguita dall’agricoltura (+8,8%) e da servizi alla persona.
Al contrario, si osserva un calo delle assunzioni nei settori tradizionali come il made in Italy, il legno-arredo, il tessile e, in parte, il metalmeccanico.
Luca Montagnin, presidente di Cna Padova e Rovigo, sottolinea come questi dati confermino il ruolo imprescindibile della componente straniera, sia come imprenditori che come dipendenti, nell’economia locale.
La crescita delle imprese associate guidate da imprenditori stranieri testimonia un’evoluzione che contribuisce alla vitalità del sistema economico padovano.
L’artigianato, in particolare, si configura come un volano di integrazione e sviluppo professionale, offrendo opportunità concrete a lavoratori provenienti da diverse culture.
Le costruzioni, il commercio e le attività manifatturiere rimangono i settori più rappresentati tra le imprese straniere.
Si segnala un tasso di imprenditorialità particolarmente elevato nei settori delle costruzioni, dell’alloggio e ristorazione, e dei trasporti e magazzinaggio, indicando aree di forte innovazione e creazione di nuove attività.
L’analisi contrattuale evidenzia una prevalenza di contratti a tempo determinato (59,7%), seguiti dalla somministrazione (19,2%).
La forma contrattuale a tempo indeterminato, sebbene importante, rappresenta una quota minoritaria (17,7%) e mostra una tendenza al ribasso.
A livello geografico, le assunzioni provenienti dall’Europa rappresentano la quota maggiore (36,2%), con la Romania come comunità di riferimento principale (22,8%).
Seguono l’Africa (33%), in particolare il Nordafrica, e l’Asia (27,9%), con una significativa presenza di lavoratori provenienti dall’Asia meridionale e dalla Cina.
Questo scenario demografico sottolinea l’importanza della gestione delle diversità e dell’integrazione culturale per garantire uno sviluppo economico sostenibile e inclusivo nel territorio padovano.

