Snodi in Quota: Nove Mesi di Successo per i Servizi al Territorio

Nove mesi di operatività hanno delineato un quadro significativo per “Snodi in Quota”, un’iniziativa strategica volta a rafforzare l’orientamento ai servizi territoriali.
Finanziato dalla Fondazione Cariverona e promosso dal Comune di Belluno, che funge da capofila dell’Ambito Territoriale Sociale Veneto 01, il progetto si avvale della competenza tecnica e gestionale di Metàlogos.
L’esperienza, avviata il 13 dicembre 2024 e protrattasi fino al 19 settembre, ha generato un impatto tangibile sulla comunità bellunese, con 976 persone supportate e 1.052 accessi registrati nei tre poli di Belluno, Agordo e Pieve di Cadore.

Un elemento distintivo è l’efficacia del servizio: oltre il 90% delle richieste ha ricevuto una risposta immediata, mentre i casi più complessi, richiedenti un approccio più strutturato, sono stati oggetto di programmazione di incontri successivi.
L’analisi delle richieste rivela una varietà di esigenze, con un focus predominante sulle competenze digitali – dall’acquisizione dello SPID alla navigazione nei portali della Pubblica Amministrazione (87 interventi), un chiaro indicatore del divario digitale ancora presente.

Significative sono state anche le richieste relative a informazioni su agevolazioni fiscali e bonus, percorsi di apprendimento linguistico, orientamento professionale e opportunità formative, sottolineando la centralità del progetto come ponte tra cittadini e opportunità.

Le iniziative informative e gli open day, che hanno coinvolto circa 200 persone, hanno svolto un ruolo cruciale nella sensibilizzazione e nella creazione di un senso di comunità.

“I dati che raccogliamo – afferma Manuela Bristot di Metàlogos – riflettono una capacità di intercettazione di un’ampia fascia di popolazione, con una prevalenza di adulti tra i 35 e i 59 anni, ma con un’inclusione crescente di giovani durante i mesi estivi.
Questa dinamica conferma l’efficacia del modello Snodi in Quota: uno spazio fisico e relazionale, accessibile, inclusivo e in grado di rispondere in modo flessibile alle specifiche esigenze delle diverse comunità.

“Il progetto si distingue per un approccio olistico, che mira a costruire una rete collaborativa tra enti pubblici, associazioni del terzo settore e altri attori sociali.
Questa sinergia garantisce ai cittadini un punto di accesso unitario, concreto e facilmente identificabile, superando le barriere informative e facilitando l’accesso a risorse e servizi.

L’espansione del servizio, con l’apertura di due nuove sedi a Livinallongo del Col di Lana e Santo Stefano di Cadore, testimonia l’impegno a consolidare l’iniziativa e ad estendere la sua portata territoriale.

L’assessore al sociale del Comune di Belluno, Marco Dal Pont, sottolinea come questa crescita rappresenti un passo fondamentale per promuovere l’equità nell’accesso ai servizi, garantendo una prossimità geografica e relazionale che risponda alle reali necessità del territorio.
L’obiettivo finale è quello di creare un sistema di welfare più efficace, capillare e centrato sulla persona, capace di rispondere alle sfide sociali complesse e di costruire un futuro più inclusivo per tutti i cittadini.

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