Stefani al Consiglio Regionale: CGIL in Piazza, Protesta e Denunce

La presentazione delle linee programmatiche del Presidente del Veneto, Alberto Stefani, al Consiglio Regionale, si è intrecciata a un acceso presidio organizzato dalla CGIL Venezia, un segnale forte di insoddisfazione che risuona nell’area metropolitana.

Il sit-in, strategicamente posizionato a ridosso di Palazzo Ferro Fini, non è un mero atto di protesta, ma l’espressione di un’attesa cronica di risposte concrete che gravano sulle spalle di cittadini vessati da anni di promesse disattese.

Il cuore della contestazione CGIL non si limita alla mera assenza di misure specifiche per Venezia nel programma governativo, ma incide profondamente sulla visione strategica del Veneto.

L’assenza di riferimenti alla Legge Speciale per Venezia, strumento cruciale per affrontare le complessità infrastrutturali e ambientali della città, e la pressoché totale omissione di riferimenti al rilancio di Porto Marghera, un hub industriale di primaria importanza per l’economia regionale, denotano una priorità politica distorta.
Il sindacato sottolinea come l’inerzia su questi fronti comprometta seriamente il potenziale di sviluppo e la capacità di creare occupazione qualificata nel territorio.
Il Presidente Stefani ha affrontato il tema dell’invecchiamento della popolazione, ma la CGIL contesta la superficialità di un approccio che non si traduce in azioni concrete.

L’aumento della longevità è un traguardo positivo, ma il sistema sanitario e sociale regionale non è attrezzato per garantire una vita dignitosa agli anziani.
Retta mensile per le case di riposo che superano i 2.800 euro, liste d’attesa interminabili e una carenza cronica di personale sanitario, dipingono un quadro allarmante che mette a dura prova il tessuto sociale.
La mancanza di investimenti nell’assistenza domiciliare e nella creazione di strutture intermedie, capaci di supportare l’autosufficienza degli anziani, evidenzia una profonda inadeguazione del sistema di welfare regionale.

La drammatica realtà degli infortuni sul lavoro, che vedono Venezia in cima alle classifiche nazionali, rappresenta un’ulteriore ferita aperta.

La CGIL rifiuta categoricamente la narrazione che attribuisce questi tragici eventi al semplice fato o alla disattenzione individuale.

L’elevato numero di incidenti sul lavoro è il risultato di scelte politiche che antepongono il profitto alla sicurezza dei lavoratori.
La mancanza di controlli adeguati, la pressione sui tempi di produzione e la scarsa attenzione alla formazione professionale creano un ambiente di lavoro insicuro e pericoloso.

La sindacalista denuncia un sistema che sacrifica la vita umana sull’altare dell’efficienza economica, richiedendo un cambio di paradigma radicale.
L’urgente necessità di rafforzare i controlli, incentivare la prevenzione e garantire la tutela dei diritti dei lavoratori è un imperativo etico e sociale che non può essere ignorato.

La denuncia CGIL si configura come un appello a una responsabilità collettiva, volto a costruire un Veneto più sicuro, giusto e sostenibile.

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