Verona, crocevia di storie e speranze: il passaggio della fiamma olimpica come simbolo di dialogo e resilienzaVerona, città d’arte e di storia, si è recentemente illuminata con l’arrivo della fiamma olimpica, preludio alle celebrazioni di chiusura delle Paralimpiadi e all’apertura dei Giochi Invernali di Milano Cortina 2026.
Un evento che ha trascendentato la mera celebrazione sportiva, trasformandosi in un potente simbolo di dialogo, speranza e resilienza, proiettato in un contesto globale segnato da conflitti e disuguaglianze.
Il percorso della fiamma, un itinerario suggestivo che ha abbracciato alcuni dei luoghi iconici della città – Peschiera del Garda, scrigno UNESCO, la Valpolicella con i suoi paesaggi mozzafiato, il colle di San Pietro che domina Verona, e Castelvecchio – ha coinvolto una comunità intera, tessendo un filo di emozioni e ricordi.
A custodire il sacro fuoco, un gruppo eterogeneo di figure emblematiche: Federica Pellegrini, campionessa olimpica simbolo della perseveranza e della maternità; Fulvio Valbusa, eroe dello sci nordico che incarna lo spirito di sacrificio e dedizione; Sara Simeoni, leggenda del salto in alto, testimone di un’era di trionfi sportivi; ed Elia Viviani, campione del ciclismo, che ha ricevuto la fiaccola dalla moglie Elena Cecchini, in un gesto che evoca l’amore e la passione, valori intrinsecamente legati alla città di Shakespeare.
La presenza di figure istituzionali come la sovrintendente Cecilia Gasdia e il vice direttore artistico Stefano Trespidi sottolinea l’importanza strategica dell’evento per l’identità culturale e turistica di Verona.
Il momento più intenso e profondamente significativo è stato senza dubbio l’incontro tra Aziz Abu Sarah e Maoz Inon, due attivisti palestinese e israeliano, promotori dell’iniziativa “Arena di pace”.
Un abbraccio che, due anni prima, aveva già commosso il mondo durante la visita del Papa Francesco, e che ora si rinnova con ancora maggiore forza e significato, come promessa di un futuro possibile, al di là delle divisioni e delle sofferenze.
La testimonianza di Aziz Abu Sarah, profondamente commossa, ha sottolineato come il dialogo e la collaborazione possano superare le barriere del conflitto, offrendo ispirazione e speranza per un mondo più giusto e pacifico.
L’intervento del presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, e le parole del sindaco Damiano Tommasi hanno enfatizzato la straordinaria importanza di questo gesto di apertura e riconciliazione, ribadendo l’impegno di Verona a sostenere iniziative che promuovano la pace e la comprensione reciproca.
Il Vescovo di Verona, Domenico Pompili, ha aggiunto un ulteriore strato di significato, sottolineando come i Giochi Olimpici, storicamente legati alla guerra, debbano incarnare oggi l’aspirazione a risolvere la violenza e a costruire un futuro di armonia e cooperazione.
L’evento, conclusosi con una serata istituzionale offerta da Coca-Cola, sponsor dei Giochi invernali, ha rappresentato molto più di una semplice cerimonia di passaggio della torcia.
È stato un momento di riflessione profonda, un’occasione per ricordare che lo sport, al di là della competizione, può e deve essere uno strumento potente per costruire ponti tra culture diverse, per promuovere il dialogo e per diffondere un messaggio di speranza in un mondo afflitto da conflitti e disuguaglianze.
Verona, città di Romeo e Giulietta, ha saputo reinterpretare il proprio ruolo di crocevia di storie e di emozioni, offrendo al mondo un esempio di come la pace possa nascere dall’incontro e dalla condivisione, anche tra coloro che sembrano irriducibilmente divisi.








