Verona si è illuminata di speranza e storia, accogliendo con solennità il passaggio della fiamma olimpica in preparazione ai Giochi Invernali di Milano Cortina 2026 e alle Paralimpiadi.
L’evento, ben più di una semplice cerimonia, si è configurato come un potente messaggio di pace e dialogo, celebrato in un contesto di straordinaria bellezza architettonica e culturale.
Il percorso della fiamma, iniziando da Peschiera del Garda, sito patrimonio dell’UNESCO, e attraversando le colline della Valpolicella, ha coinvolto il cuore pulsante della città scaligera, tingendo di luce i suoi ponti, le sue piazze e le sue vie storiche.
Il colle di San Pietro, con la sua vista panoramica, e il maestoso Castelvecchio, con i suoi grandi anelli olimpici, sono diventati scenari perfetti per una narrazione visiva di accoglienza e speranza.
Il passaggio della fiamma è stato affidato a un gruppo di eroi dello sport italiano, figure di spicco che hanno incarnato i valori olimpici di eccellenza, determinazione e spirito di squadra.
Federica Pellegrini, icona della vasca, Fulvio Valbusa, campione dello sci nordico, e Sara Simeoni, leggenda del salto in alto, hanno onorato la città, portando con sé l’eredità di successi e passione.
A loro si sono aggiunti altri atleti illustri come Elia Viviani, Paola Pezzo e Roberto Di Donna, insieme a figure istituzionali come Cecilia Gasdia e Stefano Trespidi, testimoniando l’orgoglio e l’impegno di Verona verso questi eventi globali.
Il momento più commovente e significativo è stato senza dubbio l’incontro tra Aziz Abu Sarah e Maoz Inon, due attivisti palestinesi e israeliani protagonisti del celebre abbraccio con Papa Francesco nell’iniziativa “Arena di Pace”.
Questo gesto, carico di significato, ha trascendeduto le barriere culturali e politiche, offrendo un potente simbolo di speranza e riconciliazione.
“Essere qui è un’emozione indescrivibile, un’ulteriore conferma che il dialogo è possibile anche tra popoli feriti,” ha dichiarato Aziz Abu Sarah, sottolineando l’importanza di diffondere un messaggio di pace nel mondo.
Maoz Inon ha aggiunto: “Questo è un momento per amplificare la voce della speranza, per dire che la pace è raggiungibile, anche in Terra Santa, sconfiggendo guerre, disoccupazione e povertà.
“Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha espresso l’importanza di questo gesto simbolico, mentre il sindaco Damiano Tommasi ha sottolineato come Verona abbia abbracciato la tregua olimpica, offrendo una piattaforma per il dialogo e la riconciliazione.
Il Vescovo di Verona, Domenico Pompili, ha aggiunto un ulteriore strato di significato, introducendo un “sesto cerchio olimpico”: quello della pace.
Riconoscendo la storica connessione tra sport e conflitto, l’auspicio è che i Giochi Olimpici diventino un veicolo per la risoluzione della violenza, un’aspirazione universale che risuona nel cuore di ogni persona.
La giornata di celebrazioni si è conclusa con un evento istituzionale offerto da Coca-Cola, sponsor dei Giochi, presso la sede di Confindustria, suggellando un momento indimenticabile per Verona, città che ha saputo trasformare un evento sportivo in un messaggio di speranza e un invito alla pace per il mondo intero.
Un’eredità di valori che trascenderà i confini temporali e spaziali, ispirando le future generazioni.








