L’approvazione del progetto definitivo del ponte sullo Stretto da parte del Cipess solleva interrogativi e preoccupazioni profonde nell’amministrazione comunale di Villa San Giovanni, che condivide apertamente le ansie dei cittadini espropriandi.
La decisione del Cipess, potenzialmente preludio all’avvio di complesse procedure espropriative, si scontra con la richiesta formale del consiglio comunale, che invoca una sospensione finché il progetto esecutivo non sarà definito e vagliato con la dovuta attenzione.
L’amministrazione comunale si riserva di analizzare con scrupolo il deliberato del Cipess, un atto cruciale che definisce le linee guida per l’opera.
La posizione ufficiale sarà assunta solo dopo un’analisi approfondita, tenendo conto delle numerose obiezioni e osservazioni sollevate in ogni foro, che convergono sulla necessità di una revisione della dichiarazione di pubblica utilità.
Si spera, in particolare, che il Cipess accolga tali istanze.
Le informazioni trapelate, che parlano di ventiquattro mesi di lavori preliminari e propedeutici all’effettivo avvio del cantiere, alimentano ulteriori dubbi.
Un periodo così esteso pone l’arduo quesito: sarà sufficiente a consentire alla città di prepararsi adeguatamente alle trasformazioni che l’opera comporterà? Le richieste e le aspettative della comunità saranno effettivamente ascoltate e integrate nel processo decisionale?L’amministrazione comunale insiste sulla necessità di un’adeguata preparazione e sottolinea che, prima ancora dell’esame della Corte dei Conti sugli aspetti finanziari ed economici, l’ente territoriale deve ricevere sia l’accordo di programma sia il deliberato Cipess.
Solo in questo modo sarà possibile affrontare le fasi successive con i poteri che la legge attribuisce agli enti locali, garantendo la trasparenza e la partecipazione democratica, e soprattutto tutelando gli interessi dei cittadini.
La contrarietà al progetto definitivo, espressa sinora, si rafforza con la consapevolezza che una fase di approfonditi studi e valutazioni avrebbe potuto infondere maggiore serenità alla comunità.
L’opera, nella sua attuale concezione, rischia di compromettere la stessa identità di Villa San Giovanni, sconvolgendo il tessuto urbano e sociale, e generando una profonda divisione del territorio comunale.
La città, attualmente, non è equipaggiata per gestire le conseguenze di un intervento di tale portata.
La priorità assoluta, ribadisce l’amministrazione guidata dalla sindaca Caminiti, rimane la tutela di Villa San Giovanni e dei suoi abitanti.
Un’opera che, senza un’adeguata pianificazione e coinvolgimento della comunità, rischia di trasformare un’opportunità di sviluppo in una fonte di problemi e disagi irreparabili.
Il futuro della città è in gioco.