venerdì 29 Agosto 2025
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Borgio Verezzi: 60° Festival Teatrale, un Successo e un Nuovo Inizio

Borgio Verezzi si appresta a celebrare un traguardo significativo: la sessantesima edizione del suo Festival Teatrale, un appuntamento culturale di rilevanza nazionale.

La conferenza stampa, tenutasi presso la Camera di Commercio di Savona, ha rappresentato un momento di analisi dei risultati della passata edizione e di proiezione verso il futuro.

Il cartellone del Festival, articolato in venti serate in piazza Sant’Agostino, ha registrato un successo tangibile, con dodici serate esaurite e un tasso di occupazione delle sale pari al 92%, traducendosi in una platea complessiva di circa 8000 spettatori.

Questa edizione, la prima interamente guidata dal direttore artistico Maximilian Nisi, ha segnato una cesura rispetto al passato.
Nisi, subentrato in circostanze inusuali nella passata stagione, aveva inizialmente ereditato una programmazione già in fase avanzata.
Quest’anno, invece, ha potuto imprimere la propria visione, navigando tra le sfide imposte dal mercato, le aspettative del pubblico, le dinamiche dei finanziamenti e, soprattutto, il delicato equilibrio tra sostenibilità economica e ambizione artistica.

Il risultato è stato un cartellone di notevole spessore, capace di un’audace coesistenza tra titoli di ampio appeal e spettacoli di ricerca più complessa, dimostrando che un teatro di qualità può generare interesse anche nelle giovani generazioni, purché presentato con passione e competenza.

Tra gli eventi più significativi, Nisi ha citato “The Other Side” di Ariel Dorfman, una potente riflessione sulla memoria e la giustizia, e “Il Raggio bianco” di Sergio Pierattini, un’opera intensa e coinvolgente.
Due elementi, in particolare, hanno reso questa edizione particolarmente memorabile.

Il primo, un aneddoto quasi poetico, riguarda la pioggia, un compagno frequente di un’estate fresca e instabile.

Contrariamente alle aspettative, non ha mai interrotto le rappresentazioni, anzi, in alcuni casi, come ne “Il Raggio bianco”, si è integrata nella scena, amplificandone l’impatto emotivo.

Il secondo elemento, forse il più rilevante, è stato il rinnovato coinvolgimento dei giovani, sia come spettatori che come attori, segnando un passaggio generazionale fondamentale per il futuro del Festival.

Il sindaco Renato Dacquino ha sottolineato come il Festival abbia trasformato Borgio Verezzi da piccolo comune a punto di riferimento nazionale per il teatro, ma ha anche invitato a non adagiarsi sugli allori.
Per il futuro, Dacquino ha delineato due direttrici strategiche: un’ulteriore attenzione alla fruibilità e alla soddisfazione del pubblico, e una ricerca costante di equilibrio tra innovazione e rispetto per la tradizione.

L’ambizione è quella di affermare Borgio Verezzi come luogo privilegiato per la creazione di prime nazionali e per la presentazione di proposte artistiche di valore eccezionale, consolidando il Festival come un vero e proprio laboratorio di idee e di talenti.

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