Una mamma con i suoi piccoli abbandonata di notte nella struttura. I volontari: “Ora servono telecamere e controlli”.
Ancora un gesto crudele contro animali indifesi scuote il Canavese. A Rivarolo, una cagnolina con tre cuccioli è stata abbandonata nel cuore della notte all’interno del recinto del canile cittadino, letteralmente gettata oltre il cancello della struttura. Il giorno successivo, davanti allo stesso ingresso, sono comparsi anche altri due cuccioli. Un episodio che ha provocato rabbia e amarezza tra volontari e operatori, già da tempo alle prese con emergenze e abbandoni continui.
Secondo quanto emerso, gli animali sarebbero stati lasciati nella notte senza alcun preavviso. Una modalità considerata particolarmente grave non solo per il rischio corso dai cuccioli, ma anche perché conferma un fenomeno che sul territorio continua a ripetersi nonostante campagne di sensibilizzazione e controlli.
Dal canile spiegano che la situazione sta diventando sempre più difficile da gestire. Le strutture di accoglienza si trovano spesso al limite della capienza, mentre aumentano i casi di animali lasciati davanti ai cancelli o abbandonati lungo le strade provinciali. Questa volta, però, il gesto ha colpito in modo particolare per la violenza e la totale assenza di responsabilità da parte di chi ha deciso di disfarsi degli animali in quel modo.
Dopo l’ennesimo episodio, i responsabili della struttura chiedono un intervento concreto da parte delle istituzioni locali. L’idea è quella di installare sistemi di videosorveglianza nella zona del canile per identificare i responsabili degli abbandoni e scoraggiare nuovi episodi. Una richiesta che potrebbe coinvolgere direttamente il Comune di Rivarolo e le forze dell’ordine.
In Italia l’abbandono di animali è un reato punito dal codice penale. Eppure, soprattutto nei territori periferici, individuare i responsabili resta spesso complicato. Molti episodi avvengono infatti nelle ore notturne o in aree isolate, rendendo difficile raccogliere prove o testimonianze utili.
Il caso di Rivarolo riporta così al centro una questione che riguarda non soltanto il benessere animale, ma anche il senso civico di una comunità. Per i volontari, infatti, il problema non può essere affrontato soltanto dalle strutture di accoglienza: servono prevenzione, controlli e soprattutto una maggiore cultura della responsabilità verso gli animali domestici.
Negli ultimi anni canili e associazioni animaliste segnalano un aumento delle difficoltà economiche di molte famiglie, con conseguente crescita delle rinunce agli animali domestici. Ma casi come quello avvenuto a Rivarolo mostrano anche un altro aspetto: la totale superficialità con cui, ancora oggi, qualcuno considera la vita di un animale.
La mamma e i cuccioli recuperati nella struttura stanno bene e sono ora seguiti dai volontari. Restano però le immagini di un gesto compiuto nel buio, lontano dagli sguardi, che lascia dietro di sé indignazione e un interrogativo sempre più attuale: quante altre situazioni simili avvengono senza che nessuno riesca a intervenire in tempo?

