Davanti al giudice l’agente indagato per presunti episodi ai danni di una detenuta ha fornito la propria versione dei fatti. Si difende anche il comandante coinvolto nell’inchiesta.
Proseguono gli accertamenti sull’inchiesta che ha scosso il carcere di Ivrea e che vede coinvolti un ispettore della polizia penitenziaria e un ufficiale superiore accusati, a vario titolo, di gravi irregolarità nella gestione di una vicenda che avrebbe coinvolto una detenuta.
Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, durato circa due ore, l’ispettore ha respinto le accuse mosse nei suoi confronti, sostenendo di non aver avuto alcun comportamento illecito. Davanti al giudice ha spiegato di essersi recato al piano detentivo per fornire supporto a un collega e di aver intrattenuto un contatto con la detenuta esclusivamente per motivi legati al servizio.
Secondo la sua ricostruzione, la presenza nella sezione non sarebbe stata finalizzata a incontri privati, ma alla lettura di documenti e atti processuali richiesti dalla donna. Una versione che si contrappone alle contestazioni formulate dalla procura e che sarà ora oggetto di ulteriori verifiche investigative.
La posizione del comandante
Anche il comandante coinvolto nell’indagine ha scelto di fornire chiarimenti agli inquirenti. L’ufficiale è accusato di aver omesso di segnalare tempestivamente quanto emerso all’interno dell’istituto penitenziario.
Nel corso delle sue dichiarazioni ha sostenuto di aver considerato la vicenda come una questione di natura disciplinare interna e non come un fatto di rilevanza penale. Per questa ragione, secondo la sua difesa, sarebbero state avviate procedure amministrative senza ritenere necessario un immediato coinvolgimento dell’autorità giudiziaria.
Un caso che scuote il sistema penitenziario
L’inchiesta ha suscitato forte attenzione sia all’interno dell’amministrazione penitenziaria sia nell’opinione pubblica, poiché riguarda il delicato rapporto tra personale di custodia e persone detenute, un ambito nel quale il rispetto delle procedure e delle garanzie assume particolare rilevanza.
Gli investigatori stanno proseguendo l’analisi della documentazione, delle testimonianze e dei sistemi di controllo interni all’istituto per ricostruire con precisione quanto accaduto e verificare la fondatezza delle accuse.
Nei prossimi giorni il giudice dovrà valutare gli elementi raccolti e le posizioni difensive emerse durante gli interrogatori, mentre l’inchiesta prosegue per accertare eventuali responsabilità penali e disciplinari.

